Oggi ho scritto di un pastore di Imola (mica Abruzzo o Sardegna non so se rendo) a cui hanno rubato 12 pecore per alcuni giorni... poi le ha ritrovate nell'ovile con scritto "pentiti noi siamo"... mentre lo scrivevo mi sono messa a fantasticare a cosa poteva essere successo a quelle povere pecorelle svanite nei giorni di "svanimento"... e ho realizzato che quando ero minorenne ho guardato troppi film porno.
Vi consiglio di andare a vedere questo spettacolo
Io ci sono andata qualche settimana fa ed è stata un'emozione unica.
Vedere Novecento recitato, anzi vissuto, da Arnoldo Foà è stato bellissimo.
Mi sono emozionata e anche se ero a 200 metri di distanza dal palco mi è venuto pure da piangere...
che a proposito ha detto: " L'idea mia sarebbe quella di farlo da fermo… non dovrebbe muoversi questo personaggio, perché è un personaggio che parla, che ricorda…
Novecento è un ricordo continuo di un qualche cosa che ha fatto vivere questo personaggio. Lo ha fatto vivere in corrispondenza, naturalmente, di quello che ricorda… E stranamente è come se lui non esistesse. Come se questo personaggio - Novecento - che lui ricorda con tanta intensità fosse… fosse lui stesso. E questo è quello che dovrò fare. Dovrò far capire chi è questo personaggio che mi ha colpito talmente da farmi addirittura invecchiare col ricordo di sé…
Non sono più neanche ricordi suoi, è come se lui vivesse quello che ha vissuto il personaggio che sta ricordando. L'interessante di questa storia, è che il protagonista non esiste, non c'è. Il protagonista è ricordato, rivissuto… da me. Dovrò studiarmelo bene. Per entrarci dentro. Io spero che dopo quello che riuscirò a fare, si dica che sono un artista. Lo spero. Peggio per voi se non l'avrò saputo fare: non saprete chi era il personaggio di cui vi parlo e meno che meno chi sono io…"
penso che se cercate nei teatri della vostra città c'è una data, va praticamente ovunque questo Foà anche se ha novant'anni.





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