Ormai questa notizia puzza... ma non posso pubblicare i miei pezzi nello stesso momento in cui li pubblica il mio giornale...
cmq ho intervistato di nuovo Stefania Nobile...

Stefania Nobile, dallo sciogli-ciccia a Cicciolina? «Un film porno io? E’ un bluff,ho preso in giro i giornalisti»La figlia di Wanna Marchi smentisce: non farà nessun film erotico con Riccardo Schicchi. «So vendere di tutto, ma non commercerei né il sesso, né l’amore. La politica? Forse».Milano. Tutti pensavano a lei già come a una emule di Linda Lovela-ce, conturbante protagonista di «Gola Profonda», celeberrimo film porno degli anni Settanta. Invece Stefania Nobile, la figlia di Wanna Marchi, «più cattiva della madre», secondo il pm di Milano, Agostino Ruta, che ha chiesto nei suoi confronti una condanna a 13 anni di carcere per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, alla fine ha preso in giro le gole profonde, ovvero le fonti dei giornalisti e la stampa stessa.
Già perché venerdì 17 marzo (guarda caso) Stefania Nobile aveva annunciato assieme a Riccardo Schicchi, manager e pigmalione di pornodive come Cicciolina e Moana Pozzi, che avrebbe girato un film ad alta gradazione erotica con lui. Magari coperta da una corta toga da giudice, o con le corna da diavo-letta («le ho sempre portate gratuitamente e per una volta mi pagheranno per farlo» aveva commentato lapidaria) in barba al pubblico ministero milanese Gaetano Ruta che l’aveva mandata letterariamente all’Inferno (citando Dante) durante la sua requisitoria.
Annuncio quindi avvenuto in grande stile, casualmente alla conferenza stampa di presentazio-ne della fiera erotica «Mi Sex» di Milano, davanti a tantissime telecamere, ripreso da tutti i giornali nazionali, che hanno fotografato Stefania Nobile con indosso una giacchetta rosa cipria che avrebbe fatto l’invidia di Cicciolina, abbracciata a Schicchi il quale, tra il filosofico e il sornione, annunciava: «Sono abituato a incontrare donne e a santificarle. L’eros purifica tutto, riuscirà a farlo anche con Stefania?».
E Stefania che dichiarava: «Meglio le fiamme dell’inferno che l’umidità delle prigioni». E, ovviamente, i cronisti di «Striscia» che andavano in visibilio, come Ezio Greggio che dal bancone di «Striscia» la stessa sera commen-tava: «Stefania Nobile: dalla ciccia a Cicciolina».
No, sbagliato, tutto da rifare. Alla fine della fiera, del «Mi Sex», il film porno in toga e corna da diavolo Stefania Nobile non lo farà. «Non ho mai avuto intenzione di girare un film porno con Riccardo Schicchi - afferma -. Era tutto un bluff fin dall’inizio e lo sapeva anche Schicchi... che non è stupido e ha colto la palla al balzo per promuovere il “Mi Sex”».
Ma come? E le foto con Schicchi che la tiene in braccio in mezzo a un nugolo di comprimari degni del Mulin Rouge?
«Tutta una farsa. E’ che per una volta volevo essere io a strumen-talizzare l’informazione. E devo dire di esserci riuscita. Ma vorrei sottolineare una cosa...».
Sottolinei.
«... che è stata una provocazione fatta sulla mia pelle, senza farla pagare a terzi».
Lei ha parlato però di un tal «Titti», un mister Universo suo ex fidanzato che avrebbe scippato a Moana...
«Sì, ma non è quello intervistato poi da “Striscia” (tal Giuseppe Cozzi, Ndr), il “Titti” a cui mi riferivo, molto più bello, si chiama Amedeo Leonardi, è stato per tanti anni il “re di Ibiza” e anche fidan-zato di Moana Pozzi, ma soprat-tutto il mio compagno per due anni».
Ma cosa ha voluto dimostrare con questo colpo di teatro?
«Che tutti i media speculano e strumentalizzano senza distinzioni ogni notizia, indipendentemente dalla sua importanza, ma solo in virtù della logica di sensazionali-smo e che c’è chi ci può guadagna-re, e anche molto».
E chi in questo caso chi ci ha guadagnato?
«Me medesima. Dopo l’annuncio mi hanno cercata tutti, mi hanno proposto di fare film, calendari, ospitate in discoteca... in tv. Tutte cose che mi avrebbero fruttato quattrini. Ma ho rifiutato tutto e ritorno al mio ruolo principale: quello di imputata. Inoltre, tengo a sottolinearlo, io non venderei mai l’amore, anche se sono una tele-venditrice e ho rispetto per chi lavora nel settore della pornografia. Il sesso e l’amore, che per me sono indistinti, non riuscirei proprio a venderli».
Questa era solo una provocazione, ma ha mai pensato, seriamente, di tentare la carriera politica?
«Me l’hanno chiesto in molti. Prima, quando ero commerciante, rifiutavo per una questione di opportunità: se vuoi vendere devi essere apolitica. Adesso non mi sembra una scelta di buon gusto, direbbero che lo farei per l’immunità parlamentare ed evitare il carcere, come hanno fatto altri. Ma in un futuro, quando tutto questo sarà finito, forse... chissà».