venerdì, febbraio 29, 2008
Io amo il contadino.

Martedì sera gli stavo spiegando che dovevo andare al funerale di una disabile ammazzatta a mattarellate dalla madre (è una tristissima storia di cui hanno parlato tutti i nazionali).

Lui ovviamente non ne aveva saputo nulla e mi faceva continue domande su un incidente stradale (è l'argomento che lo colpisce di piu').
Io mi lamentavo: "I funerali sono momenti così intimi, trovo assurdo che ci debbano andare i giornalisti... insomma... cosa vuoi che succeda? il prete dirà "preghiamo per il nostro angelo", i parenti piangeranno, il padre sarà afflitto..."
Lui mi ha fissato serio. Poi ha detto: "Cazzo Cate, ti tocca sorbirti tutta una messa!"
Ecco, ha compreso immediatamente il mio dramma e io l'ho amato.
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venerdì, febbraio 29, 2008
Ieri mi hanno detto che due nazionali mi vogliono intervistare per il libro (due giornali nazionale intendo, non due calciatori... il che sarebbe stato molto meglio). I sto facendo delle foto (vogliono la mia immagine), sono pure andata dal parrucchiere e mi sono truccata.... ma più che l'autrice de "Le ciccione lo fanno meglio" sembro la scrittrice de "Sfide al mattarello". E dire che io le mie icone le ho



Platinette, ovvero la prova che trucco e parrucco possono trasformare in donna chiunque... (vale anche per me)

E questa



Barbara Cartland... da sempre mia scrittrice di riferimento (il cane-accessorio ce l'ho già)
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mercoledì, febbraio 27, 2008
Non ho mai pensato di perdere la verginità in modo romantico. Non ho mai sognato di partecipare al ballo delle debuttanti a Parigi, e forse questo è stato un grave errore di calcolo. Anche nelle questioni ginecologiche bisogna essere ambiziose.
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categoria:letteratura
martedì, febbraio 26, 2008
QUESTO TEST VE L'AVEVO GIA' PROPOSTO, MA ORA E' LA VOLTA DEFINITIVA... SECONDO VOI  QUAL E' LA MIGLIORE QUARTA DI COPERTINA... IO AMO LA 4


1) «Madonna Santa! Ho partorito Liz Taylor!»
«Ma Attilia sei andata con un ufo? Guarda che occhi che ha… sembrano viola… no rossi… non si capisce niente! Hai messo al mondo un coniglio! Dottore, mi dica: ma è normale? L’abbiamo fatta normale?», urlava mio padre.
Mamma, con ancora le mani del chirurgo che le ravanavano in grembo, gridava più forte di me. L’unico che stava zitto era un infermiere pallido, mi fissava perplesso, come avrebbero fatto tutti gli uomini della mia vita.

2) Invece io durante la notte, mentre mia sorella miscelava alcol e lingue di sconosciuti, bollivo due etti e mezzo di tortellini, mi preparavo una dose potente di Lexotan, infilavo una cassetta di Madonna nel walkman e con la pancia calda e la testa stordita salutavo il mondo nel deserto letto matrimoniale, con la mia affezionata Barbie Isabella stretta in pugno. Io e mia sorella crescemmo così, dipendenti da sostanze e persone, come tutti insomma.


3) Non ho mai pensato di perdere la verginità in modo romantico. Non ho mai sognato di partecipare al ballo delle debuttanti a Parigi, e forse questo è stato un grave errore di calcolo. Anche nelle questioni ginecologiche bisogna essere ambiziose.
Non ho nemmeno mai agognato a frasi del tipo: «Se avrò te non sarò morto invano». E’ un verso che mi è sempre piaciuto dei baci Perugina, firmato, dice il cioccolatino, da Giulio Cesare. Mi sono sempre chiesta a chi Giulio Cesare l’avesse dedicata, se per finta a una delle sue mogli tipo Cornelia, Calpurnia o Cleopatra o se per davvero al suo amante. Chissà. «Se avrò te non sarò morto invano» implica che la vita sia l’attesa di qualcuno. Aspettare. Che fregata. E’ molto più utile mettersi in fila per un pollo alla Coop. Tutto questo per dirvi che va bene perdere la verginità ormai attempate, ma no, non doveva andare così.


4) Il mio primo grande amore l’ho incontrato come s’incontrano quasi tutti i grandi amori: per sfiga.
Era un ragazzone invecchiato senza grazia e fascino e, soprattutto, senza che nessuno l’avesse avvertito. Uno di quelli che si sbronzano a vent’anni con gli amici, dicono frasi sceme alle ragazze e vanno regolarmente in bianco, si addormentano rintronati dalla birra e dai no e quando si svegliano hanno già quarant’anni (e placidamente si girano per riprendere a ronfare).


5) Il mattino seguente Bietola insistette perché rimanessi lì. Sorseggiando una vodka mattutina mi grugnì un «Dormi qui?».
«Ma se hai detto che non vuoi legami?».
«Cosa c’entra con il dormire qui?».
Già, avevo letto troppe riviste femminili. Visti troppi film. Si dà troppa importanza al dormire accanto nel letto intiepidito dal sesso. Se dormono con te non è sempre per amore, il più delle volte è stanchezza. Non hanno le energie sufficienti per darti un calcio e farti rotolare giù dal materasso.


6) «Guarda, mettici almeno un po’ di poesia, è pure la serata adatta, e a dire il vero non me la sento, non sono abbastanza atletica per te… tu non so quanti sport fai, sei pure cintura nera di qualche cosa d’orientale, no? Io ho chiuso da tempo con le cinture… sarei una delusione».
«Ma scusa, almeno di fianco riesci a metterti?».
«Brus, te lo spiego in poche parole: mi sdraio e apro le gambe e... basta».
«Ah! Non fai proprio nulla di atletico?»
«Alzo le ginocchia».

7) «Senti, ti do un consiglio - sospirò l’Elide - scopa con chi vuoi, trombati anche un’intera famiglia come ha fatto Spartaco, non guardare in faccia a nessuno se si tratta di stare con un uomo che ti piace. Fregatene di tua madre, di tua sorella, della tua migliore amica. E anche di un marito, se mai ne vorrai uno. Non devi essere fedele a nessuno, tranne che a te stessa. Ma sta attenta, perché l’unico vero grande peccato è fare male agli altri. Quindi taci, taci sempre. Tieniti per te le tue schifezze e non fare pagare al mondo quello che fai. Infine, l’unico autentico consiglio che posso darti è di non ingannarti mai, di avere sempre presente con chi stai andando, cosa ti può dare e, soprattutto, cosa stai cercando. Il torto più grande che possiamo fare a noi stessi, e quasi sempre facciamo, è quello di ingannarci, di passare il tempo a cercare cose dove non ci sono, e tentare di cavare il sangue da una rapa. Come stai facendo tu».


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categoria:le ciccione lo fanno meglio
lunedì, febbraio 25, 2008
Periodo veramente loffio.
Non batto più chiodo. No men. Il bello è che sono stata io ad allontanarli (non che ci fosse la fila, anzi, poca roba e di scarsa qualità come sempre).
Il che non va bene per una che tra un po' dovrà essere la bandiera dell'orgoglio obeso scopereccio.
Il bello è che io non sono proprio adatta a quel ruolo.
Cioè, se in una eventuale intervista per un femminile (come mi ha preventivato la redattrice della casa editrice) mi chiedono: "Ma allora le ciccione trombano meglio?" (forse la domanda non sarà formulata proprio così..)
La mi risposta più probabile sarà:
"E che ne so? Chi si è mai scopata una grassa? Non mi sono nemmeno mai scopata un grasso, a me i ciccioni fanno schifo" (e mi dicono che ho scarsa autostima....)
Qual è il consiglio che daresti a una ragazza formosa per piacere?
"Darla"
Cosa rende affascinante una donna?
"Darla"
Qual è la strategia per conquistare un uomo?
"Darla"
Ma gli uomini preferiscono le forme?
"Preferiscono la gnocca, quello che ci sta intorno è relativo. Basta che sia sufficientemente tiepido"
Ecco queste sarebbero le mie sociologiche, profonde e rivoluzionarie risposte...
Meglio lasciar perdere vero?
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categoria:le ciccione lo fanno meglio
venerdì, febbraio 22, 2008
LE CICCIONE LO FANNO MEGLIO

Le ciccione lo fanno meglio

Il pianeta maschile non è facile da esplorare. Se poi si vive a Guazza del Re, paesino della Bassa emiliana, si è alte un metro e ottantacinque, si pesa centoquaranta chili e si ha una sorella con un fisico da pin up è davvero dura. E Alice lo impara a sue spese sin dalle elementari, quando al posto del grembiulino rosa delle bambine, le tocca indossare il grembiulone azzurro delle bidelle. Come se non bastasse quello splendido di Morten Harket, il cantante degli A-ha, ignora le sue missive d’amore, il cugino Elvis la sorprende seminuda sul letto mentre lei, novella Madonna oversize, canta Like a virgin e Spartaco la scarica per darsi alla pazza gioia con una flessuosa cubana.
Bisogna per forza essere belle e magre per stare a questo mondo? Perché tutte le donne perdono la testa per un alcolizzato come il Bietola? È giusto stare alla larga dai «penefattori»? Si può diventare l’amante di  Babbo Natale senza farsi scoprire? Meglio sole o male accompagnate?
Tra una manciata di gelatine al bar della zia Elide, etti di tortellini inzuppati nel Lexotan e litri di birra e confidenze con la sorella Giorgia lungo le rive della Sconquassona, Alice impara a conoscere il mondo degli uomini e prova a darsi delle risposte, correndo sul filo del cinismo e dell’ironia. Allora non resta che lasciarsi travolgere dalle sue (dis)avventure amorose e dalla carrellata di personaggi assurdi e goderecci che popolano questo borgo strampalato della Bassa. E scoprire che ogni donna, che lo voglia o no, ha le proprie armi di seduzione e un nutrito pubblico di estimatori.




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categoria:letteratura
martedì, febbraio 19, 2008
Hunter S. Thompson
Cronache del rum
 

«Ripugnante come pochi», scrive Hunter S. Thompson in questo suo capolavoro del 1959, «in qualche rara occasione dimostrava lampi di intelligenza stagnante. Ma il suo cervello era così marcio per l’alcol e per quella vita dissoluta che quando cercava di avviarlo sembrava un vecchio motore ingolfato rimasto inzuppato troppo a lungo nel lardo.» Sorpresa: Thompson non sta scrivendo di se stesso! Il più geniale e folle romanziere/giornalista americano descrive così la vita di un uomo di nome Moberg a Portorico, giornalista sconclusionato e stonato la cui più grande abilità sta nel riuscire a ritrovare la propria macchina dopo una serata di delirio etilico, grazie al cattivo odore dell’auto stessa più che al suo olfatto. In realtà, l’eroe, il protagonista di questo romanzo autobiografico, è il trentenne Paul Kemp. Intrappolato in un lavoro senza prospettive (Thompson in quel periodo stava ammattendo, imprigionato nella redazione di un giornale di bowling) sente il suo talento evaporare veloce come il rum versato in un pugno, e vede allontanarsi il sogno di emulare i suoi modelli (Hemingway e Fitzgerald). Thompson aveva 22 anni quando scrisse le Cronache del rum ma era terrorizzato di finire come Moberg. Lo salvò il fantastico incendio creativo degli anni Sessanta, quello che ispirò Paura e disgusto a Las Vegas, meraviglioso esordio di quello che sarebbe diventato il padre del «giornalismo gonzo», il più pericoloso e irriverente scrittore della sua generazione. Nel 2008 sarà nelle sale l’attesissimo film tratto da questo romanzo, voluto, prodotto e interpretato da Johnny Depp, grande ammiratore e poi amico di Thompson, nonché interprete del memorabile Paura e delirio a Las Vegas.

 

«Mi sono svaccato sulla sedia e ho ripreso a trincare. Il cuoco in cucina faceva un casino d’inferno e per qualche ragione il pianoforte si era zittito. Dall’interno arrivava una gnagnera in spagnolo, un sottofondo incoerente a quei pensieri senza capo né coda. Per la prima volta ho avuto la sensazione di trovarmi in un Paese straniero, la vera distanza che avevo messo tra me e il mio ultimo domicilio. Non c’era motivo di sentirsi sotto pressione, ma non ci potevo fare niente: l’oppressione dell’afa e del tempo che passa, una tensione indolente che, nei posti dove la gente suda per ventiquattr’ore al giorno, continua a salire.»

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lunedì, febbraio 18, 2008
In rete ho trovato la sosia e omonima della mia cagnolina!

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giovedì, febbraio 14, 2008
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giovedì, febbraio 14, 2008
un libro che si intitola "le ciccione lo fanno meglio" vende?
a me sto titolo fa cagare più passano le ore...

aggiungo la copertina



già linkata nel sito www.andreabondi.it
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categoria:letteratura, le ciccione lo fanno meglio
mercoledì, febbraio 13, 2008
Tutto questo rimestare nei feti da parte di noti ex abortisti, questo appellarsi all’etica da parte di conclamati ladroni e malfattori, questo sventolare i valori della famiglia da parte di celebri puttanieri, questo commuoversi per la sacralità vita da parte dei peggiori guerrafondai, sostenitori di Guantanamo e Abu Ghraib, questo intenerirsi per i bambinelli da parte di chi vorrebbe cacciare dagli asili i figli dei clandestini, questo portare a spasso le madonne pellegrine da parte di fior di miscredenti deve aver allarmato anche gli ambienti più avveduti della Santa Sede, che l’altroieri ha sottolineato la distinzione tra Chiesa universale e la Cei ruinesca (che ieri ha detto la sua anche sul film “Caos calmo”).

A riprova del fatto che le ingerenze del Vaticano nella politica sono una cosa grave, ma mai quanto l’arrendevolezza della politica. In una celebre vignetta di Altan, un prete infila un ombrello aperto nel sedere di un passante e domanda: «Disturbo?». Il passante, rassegnato, risponde: «Si figuri, lei sfonda una porta aperta».

Marco Travaglio da L'Unità
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martedì, febbraio 12, 2008
Da fervente abortista se cambiano la 194 me ne vado dall'Italia. Sul serio. Lo so, non fregherà a nessuno, ma se la cambiano vuol dire che per noi sta ritornando il medioevo.

Ma ci avete mai fatto caso che sono sempre gli uomini che parlano di moratorie contro l'aborto e minchiate simili?
Proprio quelli che non corrono il rischio di subire una gravidanza?
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martedì, febbraio 12, 2008
Oggi mi hanno comunicato il titolo del mio libro: "Le ciccione lo fanno meglio"
E la copertina: una donna grassa, dalla forma di cigliegina, sopra una torta marrone

Non so, sono felice e al tempo confusa... non so... il mio libro è crudo, pulp, molto più letterario di quello che sembra... boh... boh...
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lunedì, febbraio 11, 2008
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mercoledì, febbraio 06, 2008
postato da: Cate alle ore 18:49 | Permalink | commenti (4)
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mercoledì, febbraio 06, 2008
In genere non esco mai con quelli che dicono di amare le donne grasse. E allora con chi esci, direte voi? Con gli altri.
Mi è capitato, da quando ho il blog e, per un brevissimo periodo quando mi ero iscritta in un sito specializzato, di conoscere i cosiddetti FA, i fat admirer, gli amanti del genere grasso. Sono uscita solo con due di loro e non è successo nulla di biblico, e c’erano dei motivi più che validi, aldilà del loro aspetto estetico. Anzi, in genere tra gli FA che ho conosciuto ESLCUISVAMENTE via mail erano dei ragazzi carini (almeno dalle foto).
Ovviamente alcuni erano solo in cerca di una chiavata facile, certi che il cesso insicuro e malmenato dalla vita quale una donna grave obesa, bisognoso di sentirsi apprezzato come le altre donne, gliel’avrebbe smollata più facilmente. Mi sono divertita parecchio a intervistarli via e-mail, tipo ricerca sociologica. Insomma, devo pur conoscere il mio mercato di riferimento.
Ricordo che al tempo classificai gli F.A. in diverse categorie. In quelli che, appunto, cercano una chiavata facile, disprezzando alla fine ciò che chiavano (che scopate di merda devono essere quelle); in quelli che hanno una chiarissi-ma perversione, tipo feticismo, e vogliono proprio le tette enormi, il culo gigante, il ventre prolassato, tanto da lasciare le eventuali morose se queste perdono due etti. Insomma, la parte è meglio del tutto (anche se, va detto, io considero i fissati con le bionde o con le modelle un altro genere di feticista). Infine, ci sono quelli che semplicemente amano le donne un po’ in carne, ma non per questo vanno con tutte le ciccione a prescindere, solo che provano più piacere con loro. Ci anche sono delle sotto-categorie: quelli che ammettono i loro gusti e li vivono alla luce del sole con buona pace di tutti, fidanzandosi con ragazze in carne, amandole per quello che sono e solo preferendole perché un po’ grosse. Infine ci sono quelli che conducono una doppia vita, che si mettono con ragazze normopeso e poi, segretamente, cercano in chat e siti erotici donne enormi da scopare.
Uno, che ribattezzerò il “re del cassonetto”, è un importante uomo d’affari (quello che mi ha proposto 400 euro per fare sesso con lui), è bello, palestrato e ha una moglie molto carina e curata. Quando gli ho chiesto perché tra tutte le donne al mondo avesse sposato proprio una magra magra, a lui che piacciono le supercicce, e non una un po’ in carne (“scusa, non fai prima?” è stata la mia prosaica osservazione) è stato onesto (di solito la risposta tipo è: “E che colpa ne ho se mi sono innamorato di una magra? Sì, una magra che dopo un po’ tradisci con tutte le grassone che incontri... ma per favore... dì che non accettavi il giudizio sociale piuttosto) lui, dicevo, è stato onesto e mi ha detto: “Perché mio fratello me l’ha consigliato, volevo sposare la grassa, ma lui, che è molto più bravo di me nelle P.R. mi ha detto, lascia quella grassa e sposa la magra, non puoi portare la cicciona a cena con ministri e deputati, la magra invece sì” (ragazzi che tristezza...).
Vabbé, ieri sera sono uscita con uno di questi qua, uno di quelli che cercano le supercicce ma alla fine stanno fidanzati con le magre. E non ci sarebbe nulla di male (non voglio mica fidanzarmi), ma il fatto è che odiano profondamente la loro perversione, li fa sentire troppo diversi, e alla fine maltrattano le ciccione con cui escono.
Ma com’è andata ve lo racconto domani... oggi non ne ho voglia...
postato da: Cate alle ore 16:26 | Permalink | commenti (15)
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lunedì, febbraio 04, 2008



Il mio rapporto di sms con il contadino sta crescendo.
Ci mandiamo lunghi messaggi in dialetto.

Lui in genere esordisce con un: Ti ci propri porza (sei proprio una porca)

E io ribatto con un: et te ci un gran ninén (tu sei in gran maiale)

Lui: socmel in punta cat las la boca unta (succhiamelo in punta che ti lascio la bocca unta)

Io: ai dit socmel, bria magner! (ho detto succhiamelo, non mangiarlo!)

Lui: ma come fai a conoscere tante parole, il dialetto mica lo sai..

Io: ho studiato sul campo... d'erba medica

Lui: stasira ai vadda l'egiziena, chissà sal voul d'usel (questa sera vedo l'egiziana, chissà se vuole dell'uccello)

Io: chissà...

Lui: Aia met a pigra... (la metto a pecora)

Io: e poi dis sta zetta troia! (e poi dici: stai zitta troia)

Lui: come fai a saperlo?


Aiuto....
postato da: Cate alle ore 14:19 | Permalink | commenti (13)
categoria:sesso, proverbi
sabato, febbraio 02, 2008
Un'mportante casa editrice che pubblica con successo storie erotiche pseudo-autobiografiche di donne mi ha scritto dicendomi che ha rifiutato il mio libro, ma mi ha invitato a sottoporre loro altro materiale, più erotico, più in linea, mi hanno suggerito, con le loro scelte editoriali.
Io ho risposto loro che pubblico il libro con una casa editrice altrettanto famosa...
CERTE COSE, COME DICONO QUELLI  DI MASTERCARD, NON HANNO PREZZO

ditalini  a tutti....
postato da: Cate alle ore 17:56 | Permalink | commenti (7)
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