QUESTO TEST VE L'AVEVO GIA' PROPOSTO, MA ORA E' LA VOLTA DEFINITIVA... SECONDO VOI QUAL E' LA MIGLIORE QUARTA DI COPERTINA... IO AMO LA 4
1) «Madonna Santa! Ho partorito Liz Taylor!»
«Ma Attilia sei andata con un ufo? Guarda che occhi che ha… sembrano viola… no rossi… non si capisce niente! Hai messo al mondo un coniglio! Dottore, mi dica: ma è normale? L’abbiamo fatta normale?», urlava mio padre.
Mamma, con ancora le mani del chirurgo che le ravanavano in grembo, gridava più forte di me. L’unico che stava zitto era un infermiere pallido, mi fissava perplesso, come avrebbero fatto tutti gli uomini della mia vita.
2) Invece io durante la notte, mentre mia sorella miscelava alcol e lingue di sconosciuti, bollivo due etti e mezzo di tortellini, mi preparavo una dose potente di Lexotan, infilavo una cassetta di Madonna nel walkman e con la pancia calda e la testa stordita salutavo il mondo nel deserto letto matrimoniale, con la mia affezionata Barbie Isabella stretta in pugno. Io e mia sorella crescemmo così, dipendenti da sostanze e persone, come tutti insomma.
3) Non ho mai pensato di perdere la verginità in modo romantico. Non ho mai sognato di partecipare al ballo delle debuttanti a Parigi, e forse questo è stato un grave errore di calcolo. Anche nelle questioni ginecologiche bisogna essere ambiziose.
Non ho nemmeno mai agognato a frasi del tipo: «Se avrò te non sarò morto invano». E’ un verso che mi è sempre piaciuto dei baci Perugina, firmato, dice il cioccolatino, da Giulio Cesare. Mi sono sempre chiesta a chi Giulio Cesare l’avesse dedicata, se per finta a una delle sue mogli tipo Cornelia, Calpurnia o Cleopatra o se per davvero al suo amante. Chissà. «Se avrò te non sarò morto invano» implica che la vita sia l’attesa di qualcuno. Aspettare. Che fregata. E’ molto più utile mettersi in fila per un pollo alla Coop. Tutto questo per dirvi che va bene perdere la verginità ormai attempate, ma no, non doveva andare così.
4) Il mio primo grande amore l’ho incontrato come s’incontrano quasi tutti i grandi amori: per sfiga.
Era un ragazzone invecchiato senza grazia e fascino e, soprattutto, senza che nessuno l’avesse avvertito. Uno di quelli che si sbronzano a vent’anni con gli amici, dicono frasi sceme alle ragazze e vanno regolarmente in bianco, si addormentano rintronati dalla birra e dai no e quando si svegliano hanno già quarant’anni (e placidamente si girano per riprendere a ronfare).
5) Il mattino seguente Bietola insistette perché rimanessi lì. Sorseggiando una vodka mattutina mi grugnì un «Dormi qui?».
«Ma se hai detto che non vuoi legami?».
«Cosa c’entra con il dormire qui?».
Già, avevo letto troppe riviste femminili. Visti troppi film. Si dà troppa importanza al dormire accanto nel letto intiepidito dal sesso. Se dormono con te non è sempre per amore, il più delle volte è stanchezza. Non hanno le energie sufficienti per darti un calcio e farti rotolare giù dal materasso.
6) «Guarda, mettici almeno un po’ di poesia, è pure la serata adatta, e a dire il vero non me la sento, non sono abbastanza atletica per te… tu non so quanti sport fai, sei pure cintura nera di qualche cosa d’orientale, no? Io ho chiuso da tempo con le cinture… sarei una delusione».
«Ma scusa, almeno di fianco riesci a metterti?».
«Brus, te lo spiego in poche parole: mi sdraio e apro le gambe e... basta».
«Ah! Non fai proprio nulla di atletico?»
«Alzo le ginocchia».
7) «Senti, ti do un consiglio - sospirò l’Elide - scopa con chi vuoi, trombati anche un’intera famiglia come ha fatto Spartaco, non guardare in faccia a nessuno se si tratta di stare con un uomo che ti piace. Fregatene di tua madre, di tua sorella, della tua migliore amica. E anche di un marito, se mai ne vorrai uno. Non devi essere fedele a nessuno, tranne che a te stessa. Ma sta attenta, perché l’unico vero grande peccato è fare male agli altri. Quindi taci, taci sempre. Tieniti per te le tue schifezze e non fare pagare al mondo quello che fai. Infine, l’unico autentico consiglio che posso darti è di non ingannarti mai, di avere sempre presente con chi stai andando, cosa ti può dare e, soprattutto, cosa stai cercando. Il torto più grande che possiamo fare a noi stessi, e quasi sempre facciamo, è quello di ingannarci, di passare il tempo a cercare cose dove non ci sono, e tentare di cavare il sangue da una rapa. Come stai facendo tu».