mercoledì, luglio 02, 2008


Sarà capitato a tutte di trovarsi di fronte alla domanda: posso fotografarti/filmarti mentre fai questo o quello? Io mi sono sempre rifiutata di farlo utilizzando un mezzo di riproduzione non di mia proprietà. E ho sempre distrutto qualsiasi prova documentale.
Bene, ultimamente "uscivo" con un tipo che mi fracassava le palle con questo tipo di richiesta.
"Solo dettagli, momenti, non è necessario che ti si veda in faccia" (e in genere voleva filmare momenti e dettagli che richiedevano la partecipazione del volto... il mio, ovvio).
Ho sempre detto di no.
L'immagine molto virile di un gruppetto di uomini che, dopo la partita di Coppa, si guarda (grattandosi il pacco e sorseggiando una birra) una mia perfomance mi ha sempre perseguitata. Ogni tanto, quando faccio incubi simili, sento pure i cori da stadio. "Faccela vedè... ecc"
Il bello è che spesso, i fissati con questo genere di cose, lo considerano un prezioso cadeaux, una prova d'amore o di passione (io ero rimasta al sedere il giorno di San Valentino... sempre indietro con i tempi).
Bene, l'altra sera vedo il tipo in questione con un'altra. Una dalla faccia, diciamocelo, molto "cinematografica".
Il mio accompagnatore mi fa: "Lo sai che quello ha un pisello lungo 18 cm?"
Io: "Ah sì?"
Lui: "Sì... lo fa vedere a tutti, l'ha fotografato col cellulare... vicino al telecomando, per fare le proporzioni, o con una bottiglia di birra accanto, così capiamo meglio quanto è lungo..."
Io: "Ah!"
Lui: "Comunque io ce l'ho di 17"
Io: "..."
Lui: "Ma non ho foto"
Io: "Meglio".
 
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martedì, giugno 17, 2008

SABATO 21 GIUGNO RAPPRESENTERO' IL PORCELLO NELLA DISFIDA "CASTRATO VS MAIALE" A CASTEL SAN PIETRO TERME (BO), IN PIAZZA ACQUADERNI, A MEZZANOTTE, DURANTE LA NOTTE DELL'AMICIZIA CASTELLANA.

OVVIAMENTE DIFENDERO' IL SUINO (STO ANCHE ALLESTENDO UNA COLLANA DI SALSICCIOTTI)

PER L'OCCASIONE STO SCRIVENDO UN'ODE AL PORCELLO.

VI PREGO DI PARTECIPARE NUMEROSI A QUESTA INIZIATIVA CHE MI VEDE COINVOLTA IN PRIMA PERSONA.

E' MOLTO IMPORTANTE PER ME... E' UN PO' IL MIO BATTESIMO, L'INGRESSO UFFICIALE NELL'INTELLIGHENZIA LOCALE.

(ebbene sì, sono diventata una intellettuale dannatamente snob)

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martedì, giugno 10, 2008
I ragaz sono i due micini rimasti

Lascio alcune foto







ho il fotoalbum pure io ora!

http://www.flickr.com/photos/27525991@N05/
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martedì, maggio 27, 2008



Ieri il mio direttore mi ha consigliato di installare Skype, per poter parlare più agevolmente con i miei colleghi di Bologna.
Mi ero accorta che la nuova “funzione” era molto simile a una chat e subito è deviata in una chat erotica.
Vi posto un botta e risposta tra me e un collega.


Lui: dimmi kiava ke è successo
confidati ma fai in fretta oggi nn ho tempo, voglio stare spento


Io: Di dove cazzo è il cinese che ha stuprato la figlia?


Lui: e non usare parolacce ke nn si addicono a una signora


Lui: Stai serena siamo dalle parti di Ferrara



Io: Ok, ottimo e cmq io non sono una signora

e tu non sei un gentiluomo



Lui: sei una zozzona lo so

una maiala

una porcella



Io: Sì dimmi così
che mi eccito



Lui: Ma nn ti eccitare


Io: Sono già tutta bagnata

Sono una zona umida

Chiamami Campotto

San Martino in Argine

Sono la tua Molinella



Lui: Vorrei leccartela tutta ma nn so se ce la faccio

Io: puoi farlo come lavoro part time, ma non ti do una lira



Lui: troppo stanco e troppe da leccare

Io: sei sempre dietro a leccare gnocche, chissà come puzzi di pesce

ti chiameranno nasello

cernia



Lui: dopo ogni leccata mi lavo, tranqui, sn uno molto pulito

Io: ti credo sulla parola
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lunedì, maggio 19, 2008

 

Venerdì sera non sapevo cosa fare, così ho chiamato l'amato Dildo. Dopo due mesi di distacco causa un suo eccessivo attacamento (una sera mi aveva invitata a casa sua e aveva cucinato per me, è stato dolcissimo e mi chiedeva cosa facevo l'indomani e l'indomani ancora... risultato io sono stata malissimo, ero veramente imbarazzata, e ho pensato che la frase di Oscar Wilde "Il sesso con lui sì, ma niente intimità" è troppo vera a volte). Bene, dopo i due o tre mesi di stop causa lasagna indigesta (quella che aveva cucinato quella sera), tre o quattro sue telefonate insistenti per  rivederci, tre o quattro miei prender tempo, ho ripreso a vederlo. Anche le donne hanno le loro esigenze. Il fatto è che ora LUI SE LA TIRA. Da uomo disperato, disposto a far di tutto pur di riallacciare la liason (nome troppo raffinato per descrivere ciò che avviene) con me, è diventato uno difficile, uno "che ha anche delle altre storie", "che ha i suoi impegni". L'altra sera l'ho chiamato per un'emergenza e lui mi ha detto: "Ma verrei volentieri, ma sono stanco, forse esco con un amico... se non senti niente vai pure a nanna (già perché ho bisogno del suo permesso)"

Vabbé, mi son detta, se la tira.

Di seguito i miei messaggi al suo telefonino (politicamente scorretti, astenersi Arci Gay)

SEI COSI' FINOCCHIO CHE MALGIOGLIO A TUO CONFRONTO E' RAMBO

SEI COSI' FINOCCHIO CHE GLORIA GAYNOR A TUO CONFRONTO CANTA COME PAVAROTTI

SEI COSI' FINOCCHIO CHE DOLCE E GABBANA A TUO CONFRONTO SONO DUE MINATORI SIBERIANI.

Nessuna risposta.

E' proprio un finocchio.

(e comunque secondo me i minatori siberiani ogni tanto... per tenersi compagnia...)

 

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categoria:animali, avventure
lunedì, maggio 05, 2008
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lunedì, aprile 28, 2008








SE LI VOLETE ADOTTARE CONTATTATEMI!!!
postato da: Cate alle ore 16:51 | Permalink | commenti (18)
categoria:animali
sabato, aprile 12, 2008
Ieri sera ho partecipato a una festa molto divertente e a tratti surreale... appena le avrò  vi mostrerò le foto per farvi capire quanto è accaduto.
Ma veniamo alle cose belle.
Chi mi segue da un po' sa che tempo fa avevo una gattina, Rosy. Rosy è stata molto importante per me. Mi ha rivelato un mondo d'amore, quello per gli animali. Io non avrei mai creduto di poter volere così bene a un essere vivente che non fosse umano. Prendermi cura di Rosy mi ha fatto sentire in grado, per la prima volta, e a 34 anni suonati (quando la presi in casa) che potevo aver cura di altre persone, di me, e di, un giorno, un eventuale figlio (ok, chi mi conosce sa benissimo che questa è una frase azzardata... ma a me piace crederci).
Quando Rosy morì sotto una macchina caddi in una grande depressione. Piangevo continuamente e guardavo le sue foto. Tant'è che Andrea (un mio carissimo amico) mi regalò Pinky.
Con Pinky ho imparato un'altra forma d'affetto, meno viscerale rispetto a quella provata per Rosy, basata più su un rapporto di simpatia e dipendenza, ma lo stesso grande.
Bene, non lo scrissi nel blog ma Rosy morì nel tentativo d'inseguire un'altra gatta. Una gatta a tre colori brutta, dall'espressione arcigna e il miagolio sinistro, picchiata più e più volte (portava i segni delle fratture mal guarite addosso) che alla sera mangiava a casa mia. Le lasciavo una ciotola con le crocchette perché mi faceva pena, così brutta e odiata dal mondo.
Quando Rosy morì per inseguirla mi sentii un'ingenua. Una stupida. Mi ero messa a dare da mangiare a una randagia senza valutarne le conseguenze, avevo abituato Rosy a uscire di casa pur sapendo di vivere vicino a una strada pericolosa... insomma... mi sentivo una merda, incapace di amare e di fare del bene alle "cose" che amavo.
Così, anche se mia madre si era messa a cacciare regolarmente la gattaccia da casa mia con la scopa (per lei era l'assassina di Rosy) decisi che in qualche modo dovevo prendermi cura anche di quell'essere bruttissimo e pure antipatico (soffiava tutte le volte che mi avvicinavo). E' cominciato così un lento percorso di amicizia e fiducia reciproca, le davo da mangiare sempre più da vicino, lei aveva pure preso a mangiare nella mia mano... ma ovviamente non entrava in casa. Poi con l'inverno sta gatta ha deciso di svernare sul mio termosifone. Tutte in un unica camera a dormire. Io nel lettone, Pinky nella cuccetta e la gatta sul termo. Sentivo una certa quiete quando tutte e tre dormivamo insieme, un senso di famiglia mai provato, una specie di struggimento unito a un ricordo mai avuto.
Ieri notte la gatta rompeva i coglioni perché voleva dormire con me. Continuavo a dirle: "ma come, sei sempre stata una stronza asociale e ora ti strusci?". Avevo notato che non era ingrassata a caso, ma mai avrei pensato quello che stava per accadere.
Ogni volta che la gatta saliva sul letto io, con un calcino, la facevo scendere.
Poi miagolava. A un certo punto ho preso comunque sonno.
Mi sono svegliata alle 5 del mattino a causa di un rumore. Pinky che leccava rumorosamente. In genere, quando sento quel rumore, vuol dire che sta sbafando una delle mie scarpe... e non sono belle cose.
Incazzata mi sveglio e ammiro questa scena: la micia aveva appena sgravato un gattino, un battufolo rosso pieno di sangue e altri residui, e sia Pinky che la gatta lo stavano pulendo con la lingua.
Pinky levatrice! Ho pensato
Così da ieri ho una gatta e quattro gattini che riposano (in un intricato gomitolo di carne pelosa) nel mio armadio. Ogni tanto vado a cambiare l'acqua alla micia e a metterle del cibo. Lei mi fa toccare i piccoli...
Ce n'è uno che assomiglia a Rosy ed è la prova che se si sta allerta, ancora aperti al mondo, se non ci si chiude nonostante le inevitabili delusioni dovute al rischio, all'inesperienza, all'ingenuità e all'essere disponibili, alla fine le cose che ci vengono tolte ritornano, in altre forme, ma ritornano.
A me piace credere che sia così.
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categoria:animali
sabato, marzo 22, 2008
E' quello che ha la mia collega Cristina. Lei è una vera dura. Quando Pinky le se avvicina dice: cavati dal cazzo. E la chiama Cagacan, Rompican o Cagadog. La giudica troppo espansiva e bisognosa di coccole.
Oggi stava guardando i figli di Jennifer Lopez e ha detto:



cazzo ma che mostri sono? cioè una aspetta 40 anni per far due cinni e li fa così cessi? ma non poteva pensarci prima e farli con uno migliore... che brutti... lei è splendida e loro sono brutti..

secondo me Cristina diventerà una grande giornalista. Sul serio.
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categoria:amiche, animali, giornalismo
martedì, gennaio 29, 2008




Sms con Contadino

Nota di colore: mentre rispondevo ero al telefono con una mia amica e, diciamo, lo prendevo per il culo in diretta. Lo so, ci sono hobby migliori e più costruttivi, ma dopo una giornata passata a scrivere di molestie sessuali, morti sul lavoro, e altre cosine così non hai tanta voglia di essere seria, politicamente corretta e costruttiva, diciamo che devi sfogare il cinismo inside (cito una mia amica) che stimola la mia professione.

Io: come va con l'egizia? L'hai sverginata? (la chiama così, chissà, retaggio di studi classici...)

Contado: Ancora no, ma non c'è fretta. Ieri mi ha fatto una pompa.

Io: Scusa ma questa è vergine e fa le pompe? Ma non c'è più religione, hai tempi miei prima ci si fidanzava e poi si facevano le pompe...

Contado: E cazzo ne so, questa è così. Ma ce la farò! glielo infilerò tutto il mio cazzo.

Io: Sono con te! So che ce la farai, la sfonderai e saguinando godrà come una porca

A quel punto pensavo che mi insultasse o mi rispondesse con un "che schifo"... che insomma capisse che lo stavo sfottendo... mi sono sbagliata.

Contado: Mi è venuto duro...

Io con la mia amica: Ma no! Non esistono uomini con un minimo di ironia?

Mia amica: Cate quando si parla di sverginare una di 19 anni nessun uomo, eterosessuale, è ironico.
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categoria:animali, sesso
venerdì, gennaio 18, 2008
Continua la telenovela contadino-ragazza egiziana

sms Contadino: Ieri sera non è andata bene...

Io: cosa è successo?

Contadino: gli ho chiesto quella cosa

io: cosa?

Contadino: gli ho chiesto se gli hanno tagliato tutta quella roba là sotto solo che lei si è incazzata ha detto che non lo fanno più, si faceva una volta, e poi era talmente arrabbiata che non me l'ha data.

Io: mi spiace

Contadino: a volte è meglio non saperle le cose così non si fanno troppe domande

Io: eggià
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categoria:animali
martedì, gennaio 15, 2008


Scambio di sms con il contadino che avrebbero fatto la felicità di Borghezio

Contadino: Stasera devo uscire con una nuova. Chissà cosa si combina. E’ un'egiziana, sai qualcosa su quelle razze lì.

Allora, devo fare una piccola premessa. Se Dildo mi ha presa per “Sportello amico Cna”, il contadino mi ha presa per “Sai perché?”, la trasmissione che risponde ai quesiti scientifici e naturali. Per lui sono una piccola maestrina. A volte mi fa domande come se fossi la Piero Angela del sesso. Una volta mi ha pure chiesto (lui 28 anni suonati, fior di cugine di primo grado inseminate al posto dei campi di girasole) di spiegargli la differenza tra orgasmo clitorideo e vaginale (mia spiegazione: “Quando la tua donna avrà un vero orgasmo te ne accorgerai, fidati”).

Bene, torniamo allo scambio di sms. La sua affermazione “quelle razze lì” mi ha fatto diventare stronza e ho giocato a fare la politicamente scorretta per vedere quante cazzate sparava.

Io: Non so nulla, mai provato robe esotiche. Magari ha lo spacco orizzontale. Oppure è stata infibulata, quanti anni ha?

Contadino: Pochi, 19, adesso vediamo se sono sveglie come le italiane

Io: Secondo me ti stupirà. L’Egitto è avanti, se fosse stata marocchina o pakistana rischiavi, ma vedrai che con questa va bene, come minimo mano sul pacco, lingua in bocca e pompa.

Contadino: Vedremo, quello che mi attizza è che ha una sorella di 25 anni e gli piace il cazzo nero allora suppongo che sia porca

(eddaie con la roba in famiglia)
Io: Boh... chi lo sa.

Contadino: Ma è vero che i negri hanno lo sperma che puzza?

Io: Non lo so. Forse dipende da quello che mangiano, ma perché tu pensi che lo sperma degli italiani sia profumato? Piuttosto, fammi sapere se le hanno tolto il clitoride quando era piccola e tagliato le grandi labbra. A volte alle africane fanno così...

Contadino: Ah però c’è sempre da imparare nella vita. Tanto con quelle non vado

Io: Ehm... un’egiziana è un’africana

Contadino: Ah... se imparo qualcosa te lo dico
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categoria:animali, sesso
sabato, gennaio 12, 2008



Bene, visto che la telenovela con Dildo continua, vi racconto le ultime novità.
Il ragazzo si sta affezionando, forse perché sono l’unica che gliela dà.
Ultimamente mi chiama e mi tiene inchiodata al telefono per ore, “perché gli piace parlare con me”, ha pure scoperto “che ho una gran testa”.
La maggioranza delle nostre chiacchierate verte sul suo lavoro, lui è capo officina, monta macchine, ha qualche omino alle sue dipendenze e vuole mettersi in proprio. Mi chiede un sacco di consigli e dritte e io mi sento tanto “sportello amico Cna”. Prova pure a dormire da me (e viene regolarmente cacciato dal letto con la scusa che Pinky - 20 cm per tre chili - non ci sta).
Il sesso continua a essere strepitoso, solo che c’è un problema: mi sto stancando. Insomma, conosci più la persona e se non ti scatta qualcosa non c’è più mistero, non c’è più quell’aurea trasgressiva de noantri nel rapporto e tutto perde di “erotismo”. L’altro giorno gli ho anche schiacciato un punto nero e, credo, di aver raggiunto un grado d’intimità troppo elevato per i miei gusti.
Bene, mentre sto pensando a come dargliela su, se è il caso di dargliela su (insomma fanno sempre comodo gli amici così...) lui si sta affezionando. Mi ha anche fatto il regalo di Natale, un pupazzino, insomma qualcosa di non stretto uso sessuale. Inoltre, c’è un altro (28 anni, tanto tanto carino) con cui mi vedo e che mi prende un tot.

Poi ieri notte, erano le due, mi arriva una telefonata da Dildo. In corsivo ci sono i miei pensieri.
Dildo: Sai sono in un locale e non mi piace nessuna
Io: Sì, nessuna te la dà, due di picche come se piovesse e chiami me. Come mai?
Dildo: Non so. O son belle e non hanno testa o sono brutte con la testa ma non mi eccitano
Io: Sì, le belle ti sfanculano, giustamente, e le brutte non sei ancora abbastanza bresco per provarci. Ma dai cosa dici!
Dildo: E poi penso a te
Io: Come mai?
Dildo: Non so, è che mi sembra di essere circondato da Cinquecento mentre so di avere una Ferrari in garage.
Io: Cosa?
Dildo: Guarda che è pesa la cosa che ti ho detto.
Io: Infatti non l’ho capita
Dildo: A volte sei proprio gnucca! Tu sei la Ferrari
Io: Ah!
Dildo: L’altro giorno ho persino parlato di te a una mia amica e le ho chiesto dei consigli.
Io mi sono sciolta. No, non di amore. Però pensavo al povero Dildo innamorato che chiedeva consigli sentimentali a una sua amica, mentre io sto pensando seriamente di lasciar perdere tutto. Poi per fortuna ha spiegato il tipo di consi-gli. Non è al mio cuore che Dildo vuole arrivare.
Dildo: Mi ha suggerito di usare un divaricatore anale.
Io: Cos’è?
Dildo: E’ una specie di anello di metallo che serve per ottenere dilatazioni strepitose... tu non ti devi preoccupare di nulla, devi solo lubrificare
Io: Ma... perché lo vuoi usare proprio su di me?
Dildo: Perché il nostro rapporto sta cambiando, sta diventando più importante, e vorrei che mi seguissi nei miei deliri.
Allora, prima mi lisci poi provi a ottenere qualcosa da me.
Io: Io però non ti voglio seguire...
Dildo: Ma è solo un cuneo di metallo! Che sarà mai!
Io: Appunto (e mi veniva in mente la frase di Ricucci: E’ facile fare i froci con il culo degli altri)
Dildo: Guarda che godi di brutto, la mia amica lo usa mi ha fatto pure vedere le foto
Io: E tu usalo con la tua amica, che è già abituata, con me dovresti partire dai fondamentali, insomma, non abbiamo nemmeno mai provato a...
Dildo: Ma sì, sì andrebbe per gradi.
Io: No, non hai capito, usalo con la tua amica e basta!
Dildo: Ma non sei gelosa?
Io: No, per niente! Anzi!
Dildo: Ma non so se lei vuole...
Io: Senti, se lei ti ha fatto vedere quelle foto vuol dire che in qualche modo voleva ispirarti... secondo me ne vuole, dai provaci!
Dildo: Dici?
Io: Sì, sicuro!
Dildo: Vabbé, ma io ci tenevo a provarlo con te!
Lunga pausa.
Io: Se ti presenti a casa mi con quel coso chiamo i carabinieri...

Poi, mentre ero a letto e non riuscivo a prender sonno e tremavo nel sentire parcheggiare le macchine nel piazzale davanti casa, ho pensato: cazzo, gli uomini appena vogliono stabilire un legame profondo con una donna pensano subito a regalarle qualcosa di rotondo, metallico e che s’infila da qualche parte. Però io continuo a preferire gli anelli con brillanti.
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categoria:animali, sesso, avventure
lunedì, dicembre 24, 2007




Solito bar, solite birre.
Sto familiarizzando molto con il countaden di Sant'Antonio (paese disperso nella valle pieno di uomini rudi), amico meno molesto, all'apparenza, del muratore. D'ora in avanti lo chiamerò Alvaro, capirete il perché.

"Mi dici la cosa più trasgressiva che hai fatto?" Mi ha chiesto.
"A Londra ho comprato uno scone, mi sembra si chiami così, è un dolce grassissimo pieno d'uvetta e l'ho foderato completamente di burro al brandy..."
"Non hai capito"
"Vabbé, non ho mai fatto cose molto trasgressive, io sono una tradizionalista... comincia tu..."
"Circa un mese fa la morosa di mio cugino mi ha mandato un mms con la foto della sua gnocca. Era un primo piano bellissimo... io mi sono eccitato e ho detto: "Cugino perdonami!" e sono andato a Casola Canina (altro paesino agricolo vicino a Imola) a trombarmela".
"Cazzo, hai proprio detto a tuo cugino: perdonami?"
"No, no, l'ho detto tra me e me..."
"Che stronzo, con la morosa del cugino..."
"In effetti non è bello, ma io mi sono fatto tre cugine... con una, di primo grado, ho avuto proprio una storia seria, stavamo insieme".
In quel momento mi è venuto un coccolo. Nel mio libro la protagonista ha una storia molto rupestre con suo cugino di primo grado. Ultimamente le cose che ho scritto quattro anni fa si stanno verificando. Manca solo che muoia una certa persona e siamo a posto.
Vabbé. Adiamo avanti.
"Davvero ti sei fatto anche tua cugina di secondo grado?"
"Sì, le ho fatto vedere il pisello quando aveva 13 anni, io ne avevo 15. A lei è rimasto impresso e quando è cresciuta un po' l'abbiamo fatto".
"Cosa intendi per cresciuta un po'?"
"Aveva già la macchina..."
"Ah... E l'altra?"
"L'altra la spiavo mentre faceva la doccia. Abitavamo tutti nella stessa casa in campagna. Solo che a volte mi appostavo e nella doccia ci entrava mia zia. A quel punto, già che c'ero, spiavo anche lei..."
"..."
"Alla fine un giorno sono entrato mentre mia cugina faceva la doccia e l'abbiamo fatto".
Allora, se me l'avesse detto un altro avrei pensato: "Sto qua si è visto tutti i film di Alvaro Vitali e mi sta raccontando delle gran ciozze. Il countaden è però veramente molto carino, alto, bel fisico, biondo, occhi azzurri, e mi sa che ste robe le ha combinate davvero. E poi la campagna è grande, i chilometri per arrivare al primo centro abitato sono tanti, magari uno risparmia benzina facendo sesso con ciò che ha a portata di mano. Una cugina per esempio.
"E poi per un periodo mi sono fatto pagare..."
"Ma va'..."
"Sì, andavo con una grossa come te, lei mi faceva le ricariche del telefono di 50 euro alla volta per convincermi a tornare... a me mica faceva schifo chiavarla, ma le facevo credere di fare un sacrificio così mi ricaricava il telefono..."
"Che stronzo!"
"Ma no, a lei non costava mica nulla, si trombava uno dell'omnitel che le faceva le ricariche gratis a lei... E tu, qual è la cosa più trasgressiva che hai fatto?"
"Una volta ho tenuto accesa la luce..."
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categoria:animali, sesso, avventure
martedì, dicembre 18, 2007
Dolcenera, bel tempo si spera

Dolcenera,
l'altra sera
mangiando una pera
sei stata sincera

Con sicumera
hai passato la cera
e accompagnata da Ricky Portera
hai calciato con forza la sfera

Giocando a rubabandiera
hai superato la frontiera
e hai fatto carriera

Il canto è la virtù vera
l'incanto è ciò che si spera
intanto stai con me fino a sera
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categoria:poesie, animali
venerdì, novembre 30, 2007
Visto che ormai ho iniziato il racconto lo devo finire, per amore della verità.
Anche se mi prenderò dei nomi dalle vere donne con i coglioni che mi leggono.
Io non ho le palle, sono solo un povero clitoride in cerca d’affetto.
Allora, il giorno dopo la litigata con Dildo ho molto rimuginato.
Ero incazzata come donna, profondamente.
Non con Dildo, poveretto, ma con l’ingiustizia del mondo.
Insomma, per una volta che voglio solo quello, sesso ben fatto, che non rompo le scatole, vengo accusata di volere un legame?
Perché? Perché c’è questa doppia morale? Perché non posso chiamare uno e scoparci quando mi pare? Perché sti qua s’intrippano sempre?
In questo momento ho altre due “storie” (parola grossissima secondo i miei canoni). Ognuna mi dà qualcosa di diverso. Con uno sto giocando una partita a scacchi mentale, l’eccitazione viene da lì, mi diverte metterlo in scacco, dargli la certezza che sta vincendo (che cosa ci sia in palio non l’abbiamo capito nessuno dei due) e poi vincere io (sono quasi certa che lui pensa la stessa cosa di me).
L'altro mi piace perché è molto bello e quindi, per una che esteticamente è così così, è gratificante solo toccarlo. Poi è giovane e tutto sembra nuovo.
Bene, non so assolutamente perché in questo momento ho bisogno di tutto ciò, per la prima volta in vita mia vivo il presente, non riesco a programmare quasi nulla, già arrivare con la mente al giorno dopo è troppo. E poi mi piace davvero stare con questi tre. Mi danno sensazioni belle. Diverse, ma belle. Tutti e tre. Anche se non li amo.
Torniamo a Dildo. Durante la giornata ho pensato: “Forse ho sbagliato a incaz-zarmi così tanto. In fondo, lui era stanco, ubriaco e, dalla telefonata che mi ha fatto, si capiva proprio che gli dispiaceva non venire”.
Altra parte di me: “Sì ma alla fine mi deve rispettare, non mi devi tirare il pacco all’ultimo”
Altra me: “Sì, ma non ci eravamo dati una punta, l’avevo chiamato alle 23.30, anche io ero fuori... insomma in quanto a scarso preavviso pure io... e poi si alza alle 6.30 di mattina, mica come me...”
Altra Cate: “Sì, ma se uno dice di venire, ti rassicura che verrà, deve venire...”
Poi mi sono detta: “Ma io che cazzo voglio da sto qui?”
“Sesso, mi piace un casino come lo facciamo e so che piace molto anche a lui e so che è raro trovare persone con cui ci si trova da subito così bene...”
“Bene, ma se vuoi solo quello che te ne frega se ti ha tirato un pacco?”
Alle 22 di mercoledì Dildo mi telefona. Avevo cancellato il numero, ma ho riconosciuto le cifre.
“Posso venire da te?”
Ci penso. Poi mi viene in mente una frase della marchesa de Merteuil ne Le relazioni pericolose: “L’orgoglio è il primo nemico della felicità” (è una gran cazzata, ma a volte è vera). E ho pensato: “Ma a me che me frega se mi ha tirato il pacco? Mica me lo devo sposare!”. E vabbé, da donna fragile in preda agli ormoni, ho detto: “Vieni”.
Ne è seguita una notte di sesso pazzesca, dove il tipo si è impegnato un casino, sembrava un condannato a morte con l’ultima della sua vita donna davanti. Credo fosse il suo modo di farsi perdonare.
Alla fine, stanchissimo, mi ha detto: “E tu rinunceresti a tutto questo solo perché ieri sera ero troppo sbronzo per venire?”
Ci ho pensato. “In effetti... no”
E lui: “Ma lo sai che non voglio un legame? Lo sai?”
Ancora con sta storia! Stavo per perdere la pazienza, stavo per fargli la mia filippica sul fatto che nemmeno io lo volevo, che doveva guardare i fatti, cosa stavo facendo effettivamente per creare un rapporto con una progettualità con lui, di considerare il fatto che frequento altre persone, che sono una donna economicamente indipendente e sufficientemente realizzata per non desiderare un rapporto di coppia per sentirmi completa, ecc..., stavo anche per scomodare il concetto di transfert (non è che sei tu che vuoi un legame e stai proiettando su di me questo tuo desiderio?) ma poi mi sono detta: “Ma a me che cazzo me ne frega di convincerlo? l’importante è che non si spaventi e che, quando ne ho voglia, mi scopi ”.
Quindi gli ho risposto: “Sì, lo so che non vuoi un legame e a me, ti giuro, sta bene. Di più non so proprio che dirti per convincerti”.
Lui: “Ma lo sai che tutto questo prima o poi finirà?”.
Che scoperta incredibile. Sono quasi rabbrividita.
“Quando finirà, finirà. Tutto finisce prima o poi. Per fortuna”.
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categoria:animali, sesso, avventure
mercoledì, novembre 28, 2007


Allora, io in questo periodo mi sto divertendo parecchio.
Con gli uomini, intendo.
Ma mi stanno anche rompendo un casino le scatole. Perché s’intrippano sul niente. Vi faccio un esempio. Ieri sera ho chiamato Dildo (quello con cui trombo ma con il quale non andrei a bere nemmeno un caffè, come diceva Oscar Wilde “Il sesso va bene, ma niente intimità”), volevo divertirmi un po’.
Lo vedo ogni tanto, in genere è lui che chiama, ci divertiamo e poi chi si è visto si è visto.
Non voglio sapere il suo cognome, non voglio sapere nulla di lui, non me ne frega niente del suo lavoro (a parte una cosa che ho notato: sembra che lavori solo lui...). Sa che ho altre storie perché me l’ha chiesto, io invece non voglio nemmeno sapere se ha una sorella, tanto meno se ha una ragazza (anche se mi sembra di aver capito che è single peso e intenzionato a rimanerci).
Bene, fino a ieri sera mi sembrava la storia migliore di questo periodo. Il sesso più eccitante che ho mai fatto, poche seghe mentali, poche ferite dal passato da ricucire, poche conferme da dare, perché gli uomini over 40 sono proprio delle fighe di legno con un sacco di cicatrici (come se avessero sofferto solo loro...) spesso hanno bisogno di esser rassicurati, di nuovo corteggiati... anche quando si è già scopato 2 mila volte e le cose sarebbero tanto ma tanto più semplici. Tuttavia, come cantava Ligabue: “C’è sempre una parte da recitare anche se si farebbe molto prima se lei tornasse vestita soltanto del bicchiere”.
Io a volte ci provo a recitare, ma non mi viene proprio.
Ieri sera ci ho provato per esempio. E ho cannato.
Chiamo Dildo: “Che fai stasera?”
“Sono al bar con amici, te li passo...”
“No, non voglio conoscere i tuoi...”
Niente da fare, mi passa uno dei suoi amici.
“Ciao, c’è qua il tuo moroso che mi ha detto che devo parlare con te...”
Io: “Non è il mio moroso”
Sentendo che il tipo era udibilmente ubriaco rispondo: “E’ solo un gran pisello”.
Lui: “Hei maremmano! qua la tua donna dice che hai un gran pisello”.
Io: “Non sono la sua donna”
Segue una chiacchierata senza senso alla quale rispondo a monosillabi.
Dildo poi riprende il telefono.
“Senti - gli dico - se dovevo parlare con un ubriaco andavo al Pita (uno dei bar dove vado spesso) e facevo prima”.
“Non dire queste cose”.
Poi mi passa un altro amico. Pure lui farneticante.
Io sto per mettere giù poi penso, “dai sforzati un attimo, è per una buona causa”.
Dopo aver parlato un po’ con quello mi passano pure il barista cinese. Dico al cinese: “Ma tu stai con loro perché non capisci l’italiano, vero?”
Il cinese non capiva nemmeno il mio di italiano.
Stremata, metto giù.
Dildo mi richiama dopo due secondi: “Perché hai messo giù?”
Io: “Senti se volevo parlare con un extracomunitario e due ubriachi andavo al bar di cui sopra”.
Dildo mi passa un altro suo amico. “E’ come un fratello per me, ci tengo che tu lo conosca”.
Bene, sto qua voleva pure parlare, provo a essere gentile, ma insomma, che cazzo dici a uno che non conosci? Alla fine decido di spiazzarlo: “Lo sai caro amico di Dildo (ovviamente non ho usato questo nome) che hai una voce molto sexy?”
Lui si mette a urlare: “Ehi! La tua donna ha detto che ho una voce sexy”
Casualmente la cornetta torna in mano a Dildo.
Lui: “Io ho quasi finito qui, vengo a casa tua?”
Io (alleluia): “Va bene”
Lui: “Ok, vado a casa e mangio e arrivo”.
Io: “Ma è quasi mezzanotte, sei sicuro di farcela?”
Lui: “Sì, sì...”
Nel frattempo mi chiama una mia amica, era in crisi, aveva bisogno di parlare. “Cate, ci vediamo?”
Io le dico che ho una punta ma, presa dai sensi di colpa, chiamo Dildo: “Senti e se uscissi con la mia amica? Non sta bene”.
Lui: “Ma dai vediamoci, magari vengo solo per parlare, anche se c’è la tua amica va bene...”
Io: “Guarda che dobbiamo parlare davvero, non fare una cosa a tre”.
Lui: “Ma per chi mi hai preso?”
La faccio breve: la mia amica preferisce lasciarci soli e lui mi tira il pacco. Verso mezzanotte e mezza mi ha chiamata per dirmi che non veniva. Mi sono incaz-zata non tanto per la serata sfumata (vabbé, chiamiamola “serata”) ma perché per aspettare lui non ero stata disponibile con la mia amica.
“Non ho detto che venivo!”, ripeteva lui. Spero ubriaco.
“E poi sei stata scortese con i miei amici! Hai dato loro degli ubriachi!”
Io: “Ma lo erano!”
Lui: “Sì ma non si dà dell’ubriaco a una persona che non si conosce, lui ci è rimasto malissimo!”
Io: “Ma era la verità!”
Lui: “Senti io non presento i miei amici mica a tutti, cioè ci tenevo e tu sei stata una tale stronza”
Poi passiamo a discutere del pacco. Gli ho spiegato le mie ragioni: “Senti io non sono incazzata con te perché non sei venuto, ma potevi dirmelo molto prima, mi sento una merda nei confronti della mia amica”.
Lui: “Non mi mettere il cappio al collo”.
Io: “Non ti sto mettendo il cappio al collo, ti sto solo dicendo che dovevi essere più corretto, ma fa lo stesso, insomma, è una cazzata, dai, sei stanco, buona notte.”.
Lui, che s’incazzava sempre più: “Senti, lo sai che se dessi retta agli ormoni verrei lì, ma non posso, perché alla fine sai come va a finire, non riesco a non darti una smanazzata (adoro quando parla così, è talmente virile... ndr) e io domani devo andare a lavorare alle 6.30”.
Io (che tentavo di calmarlo): “Va bene, ho capito, infatti sono solo incazzata perché non me l’hai detto prima... ma in fondo è una cosa stupida”
Lui: “Ma cosa vuoi da me? Lo sai che non voglio un legame...”
Non capivo cosa c’entrasse la storia del legame: “Nemmeno io! Mi spaventerei se lo volessi perché io non voglio assolutamente stare con te... è il bello del nostro rapporto! Vogliamo la stessa cosa!”
Lui: “Sì, ma allora perché mi vuoi legare?”
E mi butta giù il telefono.
Non capivo. Cioè se lui mi chiama tre volte alla settimana per scopare va bene, non vuole un legame ed è solo sesso, lo chiamo una volta io e, secondo lui, voglio un rapporto. Ma allora i retaggi atavici ce li hanno anche gli uomini. Ma allora sono loro che non sono abituati a donne che sanno esattamente quello che vogliono e da chi. Che devono comunque pensare che tu qualcosa da loro la vuoi, altrimenti si sentono usati. Oppure inadeguati. Oppure non si fidano, pensano che tiri a fregarli, perché alla fine sei una donna, perché alla fine DEVI VOLERE qualcosa di più. Altrimenti è contro natura.
Pochi minuti dopo mi arriva un messaggio: “Hai il potere di farmi andare il bestia. Stasera hai calpestato delle cose molto importanti per me”.
Ma questi, mi sono chiesta, a che cazzo di donne sono abituati? A una che si sente onorata perché parla con tre balordi da bar (ci riesco benissimo da sola, è la mia specialità) o perché le mandi duecento messaggi al giorno con scritto tutto quello che le vorresti combinare? Ma per favore!
Rispondo: “Ci stiamo incasinando troppo. Mi spiace. Volevo solo il tuo pisello e, non so perché, ti ho fatto incazzare come una bestia. A me, invece, piace far star bene le persone. Dopo questo messaggio cancello il tuo numero di cellulare”.
Mi richiama subito. “Senti se tu vuoi cancellare il mio numero di cellulare fai pure, ma sappi che non è una cosa che mi fa piacere. Non ti ho fatto nulla, che colpa ne ho se sono stanco?”
Ero stremata: “Infatti, dai, stai tranquillo...”
Lui: “A me piace un casino scoparti, ok? Ma sono stanco”
Io: “Ho capito, basta”. Mi ha tenuta al tel fino a che l’ho rassicurato che non cancellavo il suo numero. Promessa ovviamente NON mantenuta.
Che palle.
postato da: Cate alle ore 14:58 | Permalink | commenti (21)
categoria:animali, sesso
lunedì, ottobre 22, 2007




Scrivo queste cose perché altrimenti andrebbero irrimediabilmente perdute come, citando Blade Runner, lacrime nella pioggia.

Solito bar. Niente birra.
Il manovale molesto era con il suo amico countadén e non so cosa stavano parlottando. Poi il manovale come al solito si è approcciato a me con il suo modo virile (non scriverò quello che mi ha detto, basta, è uno stillicidio, ormai sono solo una povera donna di mezza età in cerca di rudi complimenti nei bar), l’ho come al solito mandato a quel paese, poi è cominciato lo show.
In pratica ha raccontato a me e a mezzo bar alcune sue vicissitudini sentimentali, roba da far impallidire Beautiful.
Io gli avevo detto che nel mio libro si parlava delle donne di Marmorta (un’amena località sempre della Bassa) e del fatto che secondo alcuni hanno un odore che non te lo dimentichi più tanto è buono.
“Io con una di Marmorta ci sono stato”, ha commentato il manovale.
“Ah sì?”
“Sì, cioè dovevo andare con la figlia, poi sono andato in questo bar dove avevo la punta con la figlia, ma si è presentata anche la madre e alla fine avevo il cellulare della madre quarantenne e non quello della figlia”.
“Tutta esperienza!”
“Esatto! Dopo mi ha chiamato verso l’una di notte e mi ha detto che voleva darmi il bacio della buona notte. Sono andato da lei...”
Segue una serie di gestacci e una mimica con il bacino da far impallidire Shakira.
“E dopo tra la prima e la seconda, durante il check in (secondo me voleva dire stand by ma non gli è riuscito, ndr) mi ha raccontato la storia della sua vita, dell’ex marito che la menava e che la perseguitava ancora...”
“Cazzo a te Beatifull te fa una sega...”
“Sì, solo che una settimana dopo mentre ero a Bologna di sera e mi ha chiamato e mi ha detto: “Vieni qua! C’è il mio ex marito fuori di casa che mi vuole menare!”
“E tu ci dovevi andare. Scusa avevi condiviso il talamo con lei e ci dovevi andare....”
“Ma va là? ci sono andato una volta sola e vuoi che venga da Bologna per menare uno?”
“Invece no, avevi stabilito un legame, dovevi fare il paladino, salvarla e poi trombarti anche la figlia così chiudevi il cerchio”.
Lui ci pensa un po’ poi capisce che lo sto prendendo per il culo. “Comunque quella era di Marmorta” dice per chiudere.
Dopo un altro racconto che vi risparmio, entra una ragazzina molto carina. Giovane. Lui la saluta tutto dolce, ripetendo anche il suo nome.
Poi, quando lei ormai è fuori, le tira dietro non so che cosa. Un oggetto duro che per fortuna non arriva alla porta ma si conficca nello scaffale dei pop corn.
“Quella stronza!”
“Ma che ti ha fatto?” chiedono gli amici.
“Lei è la Ambra, è la figlia del gommista. Ci sono stato un anno insieme e non me l’ha data. Poi, dopo un mese, si è messa con Gabaldo e gliel’ha data subito! Ma quello l'ha lasciata, le sta bene”
Mi sembrava di essere in una brutta canzone di Marco Masini.
“Dai - faccio io - tutti gli uomini hanno almeno una storia simile nella loro vita”.
“Sì, ma sapete perché è stronza? Per il motivo per cui mi ha lasciato!”
Tutti: “Qual è?”
“Perché dovevo andare ad ammazzare il maiale con mio nonno!”
Siamo scoppiati a ridere. Ma il manovale era veramente infuriato.
“Ma come! Con tutto quello che costa oggi la carne non lo apprezzi? La salsiccina! Le costine! Le costolette! Stiamo insieme tutte le sere di tutto l’anno e per una che devo andare ad ammazzare il maiale mi lasci?!”. Sembrava veramente affranto. Scuoteva la testa.
In quel momento entra una signora di mezza età. Non è bella, ma non si può dire brutta. Discreto fisico ma in faccia non si guarda. Il manovale la scruta togliendole uno strato di pelle.
Appena esce fa agli amici: “Oh! Mica male quella! In fisico non era male... quella di Marmorta però era meglio, era più magra, aveva un gran telaio!”.
Alché  un manovale rumeno, in Italia da due anni ma che parla l’italiano meglio dei nativi del bar, fa: “Secondo me la tua ragazza non ti ha lasciato per il maiale che hai ammazzato. Ma per il maiale che è in te"
postato da: Cate alle ore 15:11 | Permalink | commenti (8)
categoria:animali, avventure
mercoledì, settembre 26, 2007
Io ci ho provato ma lei non ha voluto sentire ragioni. Si vuole lanciare nel porno.
E allora, da brava mamma, le ho fatto alcune foto decisamente hot in un ambiente adatto.
Giudicate voi.

postato da: Cate alle ore 14:20 | Permalink | commenti (13)
categoria:animali
lunedì, settembre 24, 2007



L'altra sera ero in un bar del mio paese. Mi si è avvicinato un ragazzo, 26 anni, un bronzo di Riace con il cervello grande come una monetina sul fondo della Fontana di Trevi.
Lui è veramente molto bello, fisico scolpito, del resto fa il manovale, ma è talmente pazzo e affamato che in genere trova sempre delle tardone nelle balere di ultima oppure va avanti a rumene e ucraine (chiamalo scemo) che appena capiscono un po' di più l'italiano lo smollano.
Bene, sto qua, fedele al motto "un buon ferro taglia qualsiasi erba", non so perché ma ne vuole anche da me (e il ferro deve essere bello grosso per tagliare un'erbaccia come me). Bene, non so come (ero già alla terza birra) ci mettiamo a parlare del suo lavoro. Io gli dico che devo ristrutturare il bagno. Lui mi fa un preventivo a voce. Circa 6 mila euro. Io allora dico: "Capito, il mio bagno è bello così com'è".
Lui: "Se me la dai come dico io per un mese ti rifaccio il bagno gratis".
Io, lo giuro, non avevo capito. Quando le persone sono così dirette non le capisco (e quando non lo sono faccio finta di non capire... un genio del male).
Io: La gnocca?
Lui: Sì
Sono scoppiata a ridere (ero un po' curiosa sul "come dico io"... cioé come scopano i muratori?) e poi ho detto: "No, grazie, sono una donna impegnata, lavoro troppo..."
Lui ha lasciato subito perdere e ha chiamato i suoi amici: "Ragazzi andiamo a lepri!"
Io: "Andate a caccia a quest'ora?!?".
Lui: "Macché caccia, c'infiliamo nei campi con le macchine e poi inseguiamo le lepri e le stiriamo... il giorno dopo le porto a mia nonna che fa il sugo per le pappardelle..."
Ecco, io credo che se me ne andrò dal mio paesello non incontrerò più certi personaggi e non scriverò più una riga.
Ps: le lepri stanno bene, il cretino si è solo sfasciato la macchina e non ne ha presa una, per fortuna (e gli sta pure bene).
postato da: Cate alle ore 15:45 | Permalink | commenti (23)
categoria:animali
lunedì, luglio 02, 2007


Ieri ho lavorato dalle 17 alle 21 alla fiction, scritta e spedita...
Per tutto il tempo la mia piccola Pinky è stata accanto a me in redazione (io non ho il pc a casa, scelta dettata da motivi di salute mentale: NON POSSO SCRIVERE ANCHE ALLA SERA, ma so che questo comprometterà la mia carriera di scrittrice).
Pinky se ne stava nella sua cuccetta dietro alla mi scrivania, dormicchiava, e quando mi giravo per guardarla o darle una grattatina alla pancia mi ricambia-va con uno sguardo pieno di affetto (vedi foto).
Sono arrivata a casa mezza sfracca, ho mangiato un panino in un bar scalcinato, lei era sempre con me, ha annusato per circa mezz’ora i piedi di un tavolo da biliardo, poi, anche se si vedeva che aveva tanta, ma tanta, voglia di giocare, è venuta a letto senza fare tante storie.
Niente giretto.
Alla mattina mi sono svegliata e lei, come sempre, ha atteso che mi alzassi per alzarsi anche lei. Prima, come è ovvio, è salita sul letto per la mezz’ora di coccole, e leccate di faccia, di rigore.
Quando la lascia a casa, perché devo andare a lavorare, mi accoglie tutta festosa, appena mi metto a sedere sul divano mi salta addosso (in particolare sulla pancia), poi corre come una pazza, mi dà una leccatina su una guancia e poi scappa, ripete l’operazione dieci-dodici volte, è così felice che spesso si cappotta su se stessa.
Bene, sapete qual è il mio primo pensiero: “basta... basta... troppo affetto, troppo”.
I cani ti danno troppo affetto.
In quei momenti penso alla mia gatta. E alla pace che c’era con lei.
Tornavo a casa e lei ronfava già nel letto, bella sdraiata, mi guardava e con quegli occhi capaci di parlare sembrava dicesse: “Perché vorresti anche dormire? proprio qui?”.
I gatti ti danno l’impressione di sceglierti, credi di instaurare un rapporto profondo, fatto di sguardi, gesti rituali, scazzi profondi e struggenti riappacificazioni piene di fusa.
I cani no. I cani ti vogliono bene comunque, anche a chi li mena.
L’altro giorno leggevo un articolo di Giorgio Celli dove diceva che gli artisti amano i gatti, perché li lasciano più liberi, mentre i cani sono preferiti dagli scienziati.
Poi ho pensato alle donne. Alle donne che scelgono uomini gatto e a quelli che scelgono uomini cane.
Gli uomini gatto sfuggono, non sai mai dove sono, e se mangiano solo dalla tua ciotola. Alla notte non sai quando rientrano, se rientrano. Ti cercano quando hanno bisogno di cibo, e di coccole. Loro non fanno mai errori e se li fanno iun po’ è sempre colpa tua. Sono bravissimi a farti sentire in colpa e a svignarsela, oserei dire sgattaiolare, da ogni responsabilità. I rapporti con gli uomini gatto sono fatti di silenzi, e che silenzi, che tu riempi di chissà quante cose, di chissà quanti discorsi. Gli uomini gatto non li conosci mai veramente, perché, alla fine, sei tu che decidi come sono. Nelle loro pupille a spicchio ci proietti chissà quanti intensi sentimenti, chissà quanti profondi pensieri. Mentre loro magari stanno pensando solo a un boccone di pesce. O a un’altra gattina. E a volte ti chiedi quando crescerai, quando smetterai di far coincidere l’ansia dell’abbandono, qualsiasi abbandono, con l’amore, e la crudeltà, il silenzio, l’incapacità di amare, con la solita e ritrita frase: “Ha paura dei suoi sentimenti?”. E se non ne avesse? Non più di un gatto randagio affezionato intendo.
Gli uomini cane ci sono sempre. Troppo. Ti chiamano tre volte al giorno, ti mandano messaggi pieni di affetto. Hai un desiderio? L’uomo cane lo realizza. Cambi programma all’ultimo minuto? L’uomo cane non batte ciglio. Gli uomini cane hanno bisogno di cibo e coccole pure loro ma sono più contenti se li condividono sempre e solo con te. Se li sgridi, si sentono in colpa. E fanno di tutto per farsi perdonare anche quando la colpa non è loro. Sono fedeli, non a caso il cane è simbolo di fedeltà, e quando non lo sono sono talmente dilaniati dal senso di colpa che, con la coda tra le gambe, e anche un po’ per sentirsi vigliaccamente amati, te lo vengono a dire. Il rapporto con gli uomini cane è fatto di ordini, bastoni e carote, schiaffetti e carezze, che tu, ovvio, dai a loro. Non il contrario. E’ fatto anche di coccole, lunghissime leccate di guance e orecchie, e passeggiate nei parchi. A volte però ti chiedi se questo è vero amore, o bisogno che qualcun altro dia una forma alla loro vita perché non ne sono capaci. Se non hanno bisogno di qualcuno, un padrone, che dia loro un ruolo, perché loro proprio non saprebbero altrimenti che fare...
Sapete che vi dico?
Basta con gli animali.
postato da: Cate alle ore 16:52 | Permalink | commenti (11)
categoria:animali