domenica, giugno 08, 2008

 

In un attimo di fanatismo estetico inusuale per me mi sono depilata sotto le ascelle. Mi sento pronta per la prova costume e molto più donna. Ma un altro polmone verde è andato distrutto.

 

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categoria:eventi
martedì, aprile 01, 2008
Il giorno in cui il mio libro, "Le ciccione lo fanno meglio", è in tutte le librerie.

VI PREGO SE MI VOLETE BENE, MA ANCHE SE VI STO SUL CAZZO (LEGGENDO IL LIBRO POTRESTE AVERE ULTERIORI ELEMENTI PER ODIARMI E SPUNTI PER CRITICARMI... GRANDE OCCASIONE...) COMPRATELO ALTRIMENTI MI TOCCA ANDARE A VENDERLO PORTA A PORTA CON UN FURGONCINO ROSA



postato da: Cate alle ore 15:36 | Permalink | commenti (19)
categoria:letteratura, eventi, giornalismo, le ciccione lo fanno meglio
lunedì, ottobre 15, 2007



E' un po' di tempo, una settimana, che non bevo. Ho deciso di non bere più nulla fino alla pubblicazione del libro. Nulla di alcolico intendo. Sarà il primo aprile, quindi mi aspettano 4 mesi e 15 giorni molti lunghi. L'idea mi è venuta leggendo un articolo sulla reunion delle Spice Girl. Loro fino all'inizio del grande tour di ritorno nelle scene non berranno più alcolici e andranno a letto prima delle 24. Bene, visto che sotto sotto mi sento una Spice Girl pure io, soprattutto per l'attenzione spasmodica al look, ho deciso di fare lo stesso. E' una settimana che non bevo birra alla sera, faccio una passeggiata a piedi con Pinky di circa un'oretta al giorno, mangio insalata a pranzo e a cena, bevo acqua (non un litro e mezzo al giorno come fa Claudia Schiffer altrimenti mi si gonfia la prostata) e alle 21 di ogni sera io e Pinky siamo già stazionate in pigiama sul divano, in attesa di dormire.
Bene, dopo la prima settimana durante la quale mi sentivo un titano, piena di energia e voglia di fare, sto accusando il crollo. Sì, la mia pelle è molto più bella, sì il mio alito non assomiglia più a quello di un camionista della tratta Helsinky-Bari, sì, ho perso quasi tre chili, ma sono veramente stanca. Ieri sera, in un pub, mentre i miei amici bevevano birra o gin lemon, io ho ordinato una cioccolata calda. Non la bevevo dall'università, da quando io e la mia amica Sabrina frequentavamo, a Torino, uno squallidissimo bar del quartiere della stazione (via Nizza per intenderci). Si chiamava "La perla nera" e faceva ogni tipo di cioccolata in tazza. Io e Sabrina al tempo avevamo solo due vizi: la cioccolata de "La perla nera" (più Sabrina che io a dire il vero, a me certa roba zuccherina non mi ha mai presa) e il Pampados. Sinceramente non ho ancora capito cosa ci fosse dentro al Pampados, ricordo solo che aveva la lista più lunga di ingredienti. Allora ero praticamente astemia (beata innocenza) e dopo due Pampados l'unica cosa trasgressiva era chiamare il cocktail Pompinos... roba da vera bad girl.
Tornando all'oggi, persino nel bar sottocasa non mi riconoscono più. La barista ora mi chiama "Mylady" tutte le volte che entro, mi dice, con accento Britihs: "Caterina prendi un tè vero? I muffin però li abbiamo finiti".
Ma io tengo duro.
Fino a ieri sera. Dopo la cioccolata calda sono tornata a casa. Ho cominciato a sentire un mal di pancia fortissimo, neanche dopo sette ceres con crocchette di patate unte per contorno avevo mai sentito un male simile, dal mio stomaco provenivano rumori strani, come di risacca, il mio sedere emetteva suoni e fiati da tromba d'aria. Dopo cinque minuti di dolore e di venti ho persino dato un nome alle mie puzze: uragano Melody (non chiedetemi perché, mi piaceva... stavo per battezzarlo tempesta Chanel o nubifragio Dior, come va di moda adesso, ma ho cambiato idea). Bene, dopo che l'uragano Melody è passato mi sono seduta sulla tazza del cesso e vi sono rimasta per circa un'ora e mezza. Risparmio le descrizioni dettagliate di ciò che è accaduto, è troppo raccapricciante, ma sappiate che Pinky dalla paura si era nascosta nel letto, sotto a un cuscino.
Dopo tutto questo, completamente svuotata di forze e di altro, sono andata a letto (ormai erano le 2 di notte) e mi sono svegliata questa mattina con un mal di testa da doposbronza che memmeno quando andavo avanti a Long Island avevo...
Non c'è niente da fare, il mio corpo si sta ribellando alla vita sana, il mio dna sta sviluppando sicuramente degli antigeni a frutta, verdura e acqua fresca.

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categoria:eventi, decisioni importanti
martedì, settembre 04, 2007
Questa sera al vicolo Bolognetti



ci sono anche io che leggo il pezzo sul "pompino emiliano"!


Bologna. Una donna vittima di un “colpo di Luna” che si mette a parlare e cantare di sesso, racconta tutto quello che le passa per la mente incalzata da un “dolce schiavetto” magrebino, un genio della lampada canterino somi-gliante a Mina e un’imponente istitutrice bambinesca, studiosa emerita del “pompino emiliano”. Questo, e molto altro, è lo spettacolo “Peppermonapuppis” di Antonietta Laterza che andrà in scena questa sera alle 21.30 al Vicolo Bolognetti. Anteprima in pillole del vero e proprio spettacolo, con Ugo Consales, Nicola Fabbri, Giò Cancemi e Vincenzo Castaldo, previsto per il 15 febbraio al teatro Dehon. «L’ambizione è alta - afferma Antonietta Laterza - cambiare la percezione comune dell’eros e della sessualità rispetto ai cosiddetti “diversamente abili”». Antonietta Laterza, cantautrice, attrice e performer, è la prima donna in carrozzina andata sulla tv di Stato, ha inciso due album, partecipato a numerose trasmissio-ni televisive (da Roxy Bar di Red Ronnie a Mixer di Gianni Minoli). Tutta la sua storia è raccontata nel blog www.antoniettalaterza.wordpress.com (curato da Renzo Samaritani e Massimo Deliso).
Inoltre, non molti lo sanno, ma anni fa Antonietta Laterza è salita alle cronache nazionali a causa di una polemica con la sua etichetta discografica di allora, la quale durante la promozione di un album censurava volutamente la sua immagine in carrozzina inquadrandole solo il volto. Carlo Verdone venne così a conoscenza della storia di Antonietta e la contattò per farne la sua consulente nel film “Perdiamoci di vista”, dove Asia Argento interpreta una giovane disabile e Antonietta stessa compare in un cameo. In coda al film, il primo ringraziamento del regista Verdone è proprio per lei. Ma veniamo allo spettacolo “Peppermonapuppis”.
Da dove viene l’ispirazione per uno show dal nome così buffo?
«Volevo mettere in scena il mio erotismo, senza pudori, per comu-nicare al mondo che sono uguale a tutte le altre, anzi, ho una forte carica di sex appeal».
Infatti nel suo blog lei afferma di essere diversamente abile nel fare all’amore, nel senso di “super abile”...
«Esatto e invito anche ad aprire il dibattito».
Si definisce anche una “piccantissima gnocca escatologica”. Che vuol dire?
«In scena siamo io e il mio doppio, c’è l’Antonietta trasgressiva, senza tabù che non ha limiti e che vuole vivere tutte le esperienze che desidera, poi c’è l’Antonietta morigerata, quella spaventata dal “colpo di Luna”... alla fine dello spettacolo le due donne si ricon-giungono proprio sotto il segno della Luna, la quale è l’archetipo femminile che mette d’accordo tutte, le sante e le puttane, oppure, scomodando la Bibbia, le Eve e le Lillith».
A lei non piace la definizione “diversamente abili”. Dice che allora i grassi di dovrebbero venir definiti “diversamente magri”, i bassi “diversamente alti” e via dicendo. Allora che termini dovremmo usare?
«Non c’è una definizione giusta, qualsiasi terminologia usata per indicare qualcuno sottolineando che è diverso da qualcosa d’altro è sbagliata».
Ma perché secondo lei la sessualità dei disabili, mi passi il termine, viene vista come un tabù?
«Perché tutta la sessualità è ancora un tabù e quella dei disabili è un doppio tabù. Non abbiamo un corpo “normale” quindi, secondo molti, non abbiamo diritto al sesso. Secondo il pensiero comune la persona con handicap dovrebbe essere accudita e rimanere sempre bambina, non avere l’esperienza del sesso perché viene ancora visto come un peccato. E una donna in carrozzina che pecca è ancora più peccaminosa... butta giù degli schemi antichi, dice che il piacere va aldilà della procreazione, della bellezza fisica, dell’amore fatto in modo equilibrato in una coppia intesa come due persone normodotate»
Dice che si può provare e dare piacere anche con un corpo considerato deforme.
«Esatto, “deforme” secondo i canoni estetici vigenti. Per quanto riguarda il concetto di bellezza siamo ancora indietro, grazie ai mass media, siamo rimasti al mito di Apollo. Mentre io dico che anche un corpo considerato brutto può dare piacere... e questo è un messaggio scomodo, perché sovverte un ordine».
Ma non le sembrano queste provocazioni un po’ datate?
«No, perché il problema esiste ancora. Il piacere nella nostra società è ancora un peccato. Ci sono dei moduli, degli schemi, che ci impediscono di provarlo libera-mente, ad alcune persone ne è impedito persino l’accesso. Siamo rimasti ad Adamo ed Eva, ci sono la mela e il serpente...».
Ma poi arriva lei, la piccantissima gnocca escatologica, e libera tutti senza ammazzare nessun rettile.

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