sabato, aprile 26, 2008




Sto pensando a quelle povere lettrici, e so già che ci sono, che hanno preso il mio libro invogliate dalla copertina frou frou, dal titolo all'apparenza consolatorio da pubblicità progresso, da alcuni articoli che mi hanno messo in bocca delle parole (siamo tremendi noi giornalisti quando abbiamo un titolo in mente) e che si troveranno certo delle pagine divertenti, ma altre amare, amarissime, volutamente pulp, dove la mia protagonista si fa male, male cane. E loro che volevano la letturina della sera rimarranno deluse, troveranno (giustamente) il mio libro orribile perché no, una sfigata alla Bukowsky proprio non la volevano leggere, loro avevano bisogno di ottimismo, di speranza, di sapere davvero che anche i mostri come Alice hanno una vita sentimentale decente (e ce l'hanno pure loro se sanno farsi rispettare). Ecco sto pensando a quelle donzelle... e penso che per loro il mio libro sarà come un bigné glassato di rosa che una volta messo in bocca scopri che è ripieno di altro... roba organica...
... e mi viene da ridere (anche se so che dovrei preoccuparmi....)
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categoria:letteratura, le ciccione lo fanno meglio
mercoledì, aprile 02, 2008
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categoria:letteratura, le ciccione lo fanno meglio
martedì, aprile 01, 2008
Il giorno in cui il mio libro, "Le ciccione lo fanno meglio", è in tutte le librerie.

VI PREGO SE MI VOLETE BENE, MA ANCHE SE VI STO SUL CAZZO (LEGGENDO IL LIBRO POTRESTE AVERE ULTERIORI ELEMENTI PER ODIARMI E SPUNTI PER CRITICARMI... GRANDE OCCASIONE...) COMPRATELO ALTRIMENTI MI TOCCA ANDARE A VENDERLO PORTA A PORTA CON UN FURGONCINO ROSA



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categoria:letteratura, eventi, giornalismo, le ciccione lo fanno meglio
venerdì, marzo 21, 2008
Ieri sera sono andata alla festa di laurea di Andrea Bondi, un giovane politico imolese rampante (in realtà un ragazzo tranquillissimo che si stava divertendo con i suoi amici) e sono stata fermata da un fan.
Dovete sapere che nel pomeriggio ero stata a Milano dove ho conosciuto di persona il mio editore e sono stata intervistata da una giornalista di Panorama. Quindi mi sentivo molto glamour... infatti la serata è finita con due amici in un barazzo di ultima della Bassa a guardare un noto personaggio di Medicina, il Vando, chiamato così perché è il nostro Jean Claude Van Damme, volteggiare alle tre di notte a torso nudo con un bastone... come sempre ho bevuto e detto parolacce più di tutti... no, forse non più di tutti perché per fortuna al Pita Pé (il barazzo dove vado di solito) c'è il Number (tradotto: numero perché fa sempre il suo numero..) che è sempre perennemente ubriaco e quindi fa sentire incredibilmente sobri gli altri. Credo che i baristi lo tengano apposta aggrappato al bancone così gli avventori, sententosi troppo sobri e morigerati, anche se sono al terzo rum (come me ieri sera) continuano a bere tanto non si ridurranno mai come Number.
Ma torniamo a Daniele, il mio fan. Questo ragazzo, mai visto prima, mi ha fermata durante la festa dicendo che legge sempre il mio blog. Ne citava anche dei pezzi. Ma ha soprattutto detto che legge persino il Domani di Bologna (il giornale per cui scrivo) per leggermi. Ecco, questo è proprio affetto.
Daniele mi ha detto che si diverte molto leggendo questo blog e ciò mi rende tanto, ma tanto, felice, perché è per questo che scrivo. Per ridere. In un momento in cui ho molta paura di ciò che accadrà, che sento molte aspettative (soprattutto da parte della casa editrice) sul mio libro mi ha fatto proprio bene incontrare qualcuno che mi ricordasse perché scrivo: per far ridere la gente (in questo senso sono Calvinista, nel senso che seguo l'etica dello scrittore suggerita da Calvino).
Quindi: grazie Daniele.
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categoria:letteratura
mercoledì, febbraio 27, 2008
Non ho mai pensato di perdere la verginità in modo romantico. Non ho mai sognato di partecipare al ballo delle debuttanti a Parigi, e forse questo è stato un grave errore di calcolo. Anche nelle questioni ginecologiche bisogna essere ambiziose.
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venerdì, febbraio 22, 2008
LE CICCIONE LO FANNO MEGLIO

Le ciccione lo fanno meglio

Il pianeta maschile non è facile da esplorare. Se poi si vive a Guazza del Re, paesino della Bassa emiliana, si è alte un metro e ottantacinque, si pesa centoquaranta chili e si ha una sorella con un fisico da pin up è davvero dura. E Alice lo impara a sue spese sin dalle elementari, quando al posto del grembiulino rosa delle bambine, le tocca indossare il grembiulone azzurro delle bidelle. Come se non bastasse quello splendido di Morten Harket, il cantante degli A-ha, ignora le sue missive d’amore, il cugino Elvis la sorprende seminuda sul letto mentre lei, novella Madonna oversize, canta Like a virgin e Spartaco la scarica per darsi alla pazza gioia con una flessuosa cubana.
Bisogna per forza essere belle e magre per stare a questo mondo? Perché tutte le donne perdono la testa per un alcolizzato come il Bietola? È giusto stare alla larga dai «penefattori»? Si può diventare l’amante di  Babbo Natale senza farsi scoprire? Meglio sole o male accompagnate?
Tra una manciata di gelatine al bar della zia Elide, etti di tortellini inzuppati nel Lexotan e litri di birra e confidenze con la sorella Giorgia lungo le rive della Sconquassona, Alice impara a conoscere il mondo degli uomini e prova a darsi delle risposte, correndo sul filo del cinismo e dell’ironia. Allora non resta che lasciarsi travolgere dalle sue (dis)avventure amorose e dalla carrellata di personaggi assurdi e goderecci che popolano questo borgo strampalato della Bassa. E scoprire che ogni donna, che lo voglia o no, ha le proprie armi di seduzione e un nutrito pubblico di estimatori.




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categoria:letteratura
giovedì, febbraio 14, 2008
un libro che si intitola "le ciccione lo fanno meglio" vende?
a me sto titolo fa cagare più passano le ore...

aggiungo la copertina



già linkata nel sito www.andreabondi.it
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categoria:letteratura, le ciccione lo fanno meglio
venerdì, ottobre 05, 2007
Quale segliereste tra questi strilli da retrocopertina (del mio libro)?

L’AUTRICE. ... ... è nata a Castel San Pietro Terme (Bo). Laureata in Scienze della Comunicazione a Torino, dopo una breve parentesi cittadina è tornata nella campagna emiliana dove vive e lavora come giornalista. Il suo lavoro la porta spesso a con-tatto con storie e personaggi della Bassa emiliana che, se non scritti, andrebbero irrimediabilmente perduti.


1)«Il mio primo grande amore l’ho incontrato come s’incontrano quasi tutti i grandi amori: per sfiga. Era un ragazzone invecchiato senza grazia e fascino e, soprattutto, senza che nessuno l’avesse avvertito. Uno di quelli che si sbronzano a vent’anni con gli amici, dicono frasi sceme alle ragazze, vanno regolarmente in bianco, si addormentano rintronati dalla birra e dai “no” e quando si svegliano hanno già quarant’anni (e placidamente si girano per riprendere a ronfare)».


2)«A me piace pensare di avere il pendolo dell’anima tarato sui tempi di evoluzione di un lontano corpo celeste, eccolo, è là che penzola da una stella, oscillando senza criterio e spassandosela nel cielo notturno».

3) «E’ bello, ma un po’ spaventoso qua», commentai e un volatile mi rispose con un latrato. «Sì, nemmeno gli uccellini cinguettano».

4) «Scopa con chi vuoi, trombati anche un’intera famiglia come ha fatto Spartaco, non guardare in faccia a nessuno se si tratta di stare con un uomo che ti piace. Fregatene di tua madre, di tua sorella, della tua mi-gliore amica. E anche di un marito, se mai ne vorrai uno. Non devi essere fedele a nessuno, tranne che a te stessa. Ma sta attenta, perché l’unico vero grande peccato è fare male agli altri. Quindi taci, taci sempre. Tieniti per te le tue schifezze e non fare pagare al mondo quello che fai. Infine, l’unico autentico consiglio vero che posso darti è di non ingannarti mai, di avere sempre presente con chi stai andando, cosa ti può dare e, soprattutto, cosa stai cercando. Il torto più grande che possiamo fare a noi stessi, e quasi sempre facciamo, è quello di ingannarci, di passare il tempo a cercare le cose dove non sono, e tentare di cavare il sangue dalle rape. Come stai facendo tu».

5) «Mi buttai nel canale emiliano. Dopo l’ultima telefonata del porcone, dopo l'ultima confessione di mia madre, per un’intera giornata seguii una dieta a base di birra e whisky viaggiando ubriaca con la macchina per le lunghe strade della Bassa, vie che non portavano a nulla, Marmorta, Molinella, Portonovo, San Martino in Argine, Spazzate Sassatelli. Piansi ad Argenta, perdetti il senno a Campotto e, a notte inoltrata, mi gettai».


IL LIBRO. Alice non è la classica “bruttina” lievemente sovrappeso a cui la letteratura ci ha abituati. Una che alla fine del libro fa un lavoro decente e sposa l’uomo (pure bello) che la ama da sempre nell’ombra. Alice è una donna brutta, brutta per davvero. Alta 185 centimetri e pesante circa 140 chili, vive in un paesino della Bassa emiliana, Guazza del Re. Alice è orrenda fuori, ma pure dentro non rifulge di grande splendore. Nasce, un infausto giorno di Natale, in una famiglia quantomeno scombinata. Il padre Alfio, fugge poco dopo, la madre Attilia, è “Lexotan dipendente”, e la sorella, Giorgia, bellissima, è l’immagine vivente di come sarebbe la vita di Alice se il suo corpo fosse “normale”. Attorno scorre la vita di un paesino dimenticato in mezzo alle campagne dell’Emilia e si susseguono assurdi corteggiatori: il dottor Chiatta, perverso dietologo, il Brus, esempio di penefattore, il Vanis, il cugino satiro. Su tutti spicca Spartaco Benelli, pescatore alcolizzato, passaggio generazionale obbligato per tutte le donne di quel piccolo paese. Una storia di crescita, tra le fossi, cavedagne e pesci siluro, di una donna nata già troppo cresciuta.
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