giovedì, giugno 07, 2007
Da un po' di tempo sto frequentando una scuola per obesi.
E' un corso del Sant'Orsola che si tiene per persone gravi obese come me.
Il primo giorno di corso è stato un po' fastidioso, poi le cose stanno migliorando.
A darmi fastidio è stato il discorso del primario quando ha affrontato, secondo me male, un tema molto delicato. Ha detto che gli obesi non sono solo un peso per loro stessi ma anche per la società. E come esempio ha fatto vedere la diapositiva di un obeso seduto dentro un cubicolo da lavoro, di quelli che andavano negli anni Settanta, mentre il suo collega rimaneva schiacciato in quel che rimaneva della scrivania. Allora, a parte trovare un po' datata l'immagine, quei cubicoli non esistono più nei moderni open space, ho trovato fastidioso sottolineare in quel modo come i gavi obesi siano un peso per la società.
Oddio, tutti i malati sono per definizione un costo sociale, questo è vero, ma vorrei vedere il primario evidenziare la stessa cosa di fronte a uno con il tumore (la tua chemio costa, pensa, se non avessi il tumore i tuoi non ti dovrebbero accudire e magari spendere soldi per curarti...) o a un ragazzo su una sedia a rotelle.
Qualcuno potrebbe obiettare dicendo che loro non se la sono cercata, mentre gli obesi, si sa, se la cercano l'obesità sbafando a più non posso.
Potrei rispondere che uno il tumore può averlo contratto per aver fumato come un turco e un ragazzo su una sedia a rotelle può aver fatto un incidente mentre andava molto veloce in moto. Anche loro possono aver adottato dei comportamenti che li hanno messi in pericolo. Senza contare la sfortuna, vedi incidente stradale, o la predisposizione genetica.
La grave obesità ha una forte componente genetica (necessaria ma non sufficiente per svilippare la patologia... isomma devi anche magna') quindi si può dire che non tutto dipende dalla volonta' o dall'assenza di volonta' di chi ne è portatore.
Tornando al corso sta comunque avendo i suoi risultati. Gia' fare il diario alimentare senza dieta è molto utile, ho gia' perso quattro chili.
L'effetto psicologico del diario alimentare lo spiega alla perfezione un contadino di Anzola dell'Emilia che viene al corso con me, avra' circa settant'anni e pesa molto, tipo 140 chili. Dice che vuole dimagrire perché la sua nipotina un giorno gli ha detto: "Nonno come sei ingombrante!". Bene, lui ha perso cinque chili solo facendo il diario alimentare, perché? Quando apre il frigo per uno spuntino lo richiude subito dicendo: "Aié trop da scrivar" (c'è troppo da scrivere).
postato da: Cate alle ore 15:24 | Permalink | commenti (12)
categoria:scuola, dieta, obesi