lunedì, febbraio 04, 2008



Il mio rapporto di sms con il contadino sta crescendo.
Ci mandiamo lunghi messaggi in dialetto.

Lui in genere esordisce con un: Ti ci propri porza (sei proprio una porca)

E io ribatto con un: et te ci un gran ninén (tu sei in gran maiale)

Lui: socmel in punta cat las la boca unta (succhiamelo in punta che ti lascio la bocca unta)

Io: ai dit socmel, bria magner! (ho detto succhiamelo, non mangiarlo!)

Lui: ma come fai a conoscere tante parole, il dialetto mica lo sai..

Io: ho studiato sul campo... d'erba medica

Lui: stasira ai vadda l'egiziena, chissà sal voul d'usel (questa sera vedo l'egiziana, chissà se vuole dell'uccello)

Io: chissà...

Lui: Aia met a pigra... (la metto a pecora)

Io: e poi dis sta zetta troia! (e poi dici: stai zitta troia)

Lui: come fai a saperlo?


Aiuto....
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categoria:sesso, proverbi
martedì, gennaio 29, 2008




Sms con Contadino

Nota di colore: mentre rispondevo ero al telefono con una mia amica e, diciamo, lo prendevo per il culo in diretta. Lo so, ci sono hobby migliori e più costruttivi, ma dopo una giornata passata a scrivere di molestie sessuali, morti sul lavoro, e altre cosine così non hai tanta voglia di essere seria, politicamente corretta e costruttiva, diciamo che devi sfogare il cinismo inside (cito una mia amica) che stimola la mia professione.

Io: come va con l'egizia? L'hai sverginata? (la chiama così, chissà, retaggio di studi classici...)

Contado: Ancora no, ma non c'è fretta. Ieri mi ha fatto una pompa.

Io: Scusa ma questa è vergine e fa le pompe? Ma non c'è più religione, hai tempi miei prima ci si fidanzava e poi si facevano le pompe...

Contado: E cazzo ne so, questa è così. Ma ce la farò! glielo infilerò tutto il mio cazzo.

Io: Sono con te! So che ce la farai, la sfonderai e saguinando godrà come una porca

A quel punto pensavo che mi insultasse o mi rispondesse con un "che schifo"... che insomma capisse che lo stavo sfottendo... mi sono sbagliata.

Contado: Mi è venuto duro...

Io con la mia amica: Ma no! Non esistono uomini con un minimo di ironia?

Mia amica: Cate quando si parla di sverginare una di 19 anni nessun uomo, eterosessuale, è ironico.
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categoria:animali, sesso
martedì, gennaio 15, 2008


Scambio di sms con il contadino che avrebbero fatto la felicità di Borghezio

Contadino: Stasera devo uscire con una nuova. Chissà cosa si combina. E’ un'egiziana, sai qualcosa su quelle razze lì.

Allora, devo fare una piccola premessa. Se Dildo mi ha presa per “Sportello amico Cna”, il contadino mi ha presa per “Sai perché?”, la trasmissione che risponde ai quesiti scientifici e naturali. Per lui sono una piccola maestrina. A volte mi fa domande come se fossi la Piero Angela del sesso. Una volta mi ha pure chiesto (lui 28 anni suonati, fior di cugine di primo grado inseminate al posto dei campi di girasole) di spiegargli la differenza tra orgasmo clitorideo e vaginale (mia spiegazione: “Quando la tua donna avrà un vero orgasmo te ne accorgerai, fidati”).

Bene, torniamo allo scambio di sms. La sua affermazione “quelle razze lì” mi ha fatto diventare stronza e ho giocato a fare la politicamente scorretta per vedere quante cazzate sparava.

Io: Non so nulla, mai provato robe esotiche. Magari ha lo spacco orizzontale. Oppure è stata infibulata, quanti anni ha?

Contadino: Pochi, 19, adesso vediamo se sono sveglie come le italiane

Io: Secondo me ti stupirà. L’Egitto è avanti, se fosse stata marocchina o pakistana rischiavi, ma vedrai che con questa va bene, come minimo mano sul pacco, lingua in bocca e pompa.

Contadino: Vedremo, quello che mi attizza è che ha una sorella di 25 anni e gli piace il cazzo nero allora suppongo che sia porca

(eddaie con la roba in famiglia)
Io: Boh... chi lo sa.

Contadino: Ma è vero che i negri hanno lo sperma che puzza?

Io: Non lo so. Forse dipende da quello che mangiano, ma perché tu pensi che lo sperma degli italiani sia profumato? Piuttosto, fammi sapere se le hanno tolto il clitoride quando era piccola e tagliato le grandi labbra. A volte alle africane fanno così...

Contadino: Ah però c’è sempre da imparare nella vita. Tanto con quelle non vado

Io: Ehm... un’egiziana è un’africana

Contadino: Ah... se imparo qualcosa te lo dico
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categoria:animali, sesso
sabato, gennaio 12, 2008



Bene, visto che la telenovela con Dildo continua, vi racconto le ultime novità.
Il ragazzo si sta affezionando, forse perché sono l’unica che gliela dà.
Ultimamente mi chiama e mi tiene inchiodata al telefono per ore, “perché gli piace parlare con me”, ha pure scoperto “che ho una gran testa”.
La maggioranza delle nostre chiacchierate verte sul suo lavoro, lui è capo officina, monta macchine, ha qualche omino alle sue dipendenze e vuole mettersi in proprio. Mi chiede un sacco di consigli e dritte e io mi sento tanto “sportello amico Cna”. Prova pure a dormire da me (e viene regolarmente cacciato dal letto con la scusa che Pinky - 20 cm per tre chili - non ci sta).
Il sesso continua a essere strepitoso, solo che c’è un problema: mi sto stancando. Insomma, conosci più la persona e se non ti scatta qualcosa non c’è più mistero, non c’è più quell’aurea trasgressiva de noantri nel rapporto e tutto perde di “erotismo”. L’altro giorno gli ho anche schiacciato un punto nero e, credo, di aver raggiunto un grado d’intimità troppo elevato per i miei gusti.
Bene, mentre sto pensando a come dargliela su, se è il caso di dargliela su (insomma fanno sempre comodo gli amici così...) lui si sta affezionando. Mi ha anche fatto il regalo di Natale, un pupazzino, insomma qualcosa di non stretto uso sessuale. Inoltre, c’è un altro (28 anni, tanto tanto carino) con cui mi vedo e che mi prende un tot.

Poi ieri notte, erano le due, mi arriva una telefonata da Dildo. In corsivo ci sono i miei pensieri.
Dildo: Sai sono in un locale e non mi piace nessuna
Io: Sì, nessuna te la dà, due di picche come se piovesse e chiami me. Come mai?
Dildo: Non so. O son belle e non hanno testa o sono brutte con la testa ma non mi eccitano
Io: Sì, le belle ti sfanculano, giustamente, e le brutte non sei ancora abbastanza bresco per provarci. Ma dai cosa dici!
Dildo: E poi penso a te
Io: Come mai?
Dildo: Non so, è che mi sembra di essere circondato da Cinquecento mentre so di avere una Ferrari in garage.
Io: Cosa?
Dildo: Guarda che è pesa la cosa che ti ho detto.
Io: Infatti non l’ho capita
Dildo: A volte sei proprio gnucca! Tu sei la Ferrari
Io: Ah!
Dildo: L’altro giorno ho persino parlato di te a una mia amica e le ho chiesto dei consigli.
Io mi sono sciolta. No, non di amore. Però pensavo al povero Dildo innamorato che chiedeva consigli sentimentali a una sua amica, mentre io sto pensando seriamente di lasciar perdere tutto. Poi per fortuna ha spiegato il tipo di consi-gli. Non è al mio cuore che Dildo vuole arrivare.
Dildo: Mi ha suggerito di usare un divaricatore anale.
Io: Cos’è?
Dildo: E’ una specie di anello di metallo che serve per ottenere dilatazioni strepitose... tu non ti devi preoccupare di nulla, devi solo lubrificare
Io: Ma... perché lo vuoi usare proprio su di me?
Dildo: Perché il nostro rapporto sta cambiando, sta diventando più importante, e vorrei che mi seguissi nei miei deliri.
Allora, prima mi lisci poi provi a ottenere qualcosa da me.
Io: Io però non ti voglio seguire...
Dildo: Ma è solo un cuneo di metallo! Che sarà mai!
Io: Appunto (e mi veniva in mente la frase di Ricucci: E’ facile fare i froci con il culo degli altri)
Dildo: Guarda che godi di brutto, la mia amica lo usa mi ha fatto pure vedere le foto
Io: E tu usalo con la tua amica, che è già abituata, con me dovresti partire dai fondamentali, insomma, non abbiamo nemmeno mai provato a...
Dildo: Ma sì, sì andrebbe per gradi.
Io: No, non hai capito, usalo con la tua amica e basta!
Dildo: Ma non sei gelosa?
Io: No, per niente! Anzi!
Dildo: Ma non so se lei vuole...
Io: Senti, se lei ti ha fatto vedere quelle foto vuol dire che in qualche modo voleva ispirarti... secondo me ne vuole, dai provaci!
Dildo: Dici?
Io: Sì, sicuro!
Dildo: Vabbé, ma io ci tenevo a provarlo con te!
Lunga pausa.
Io: Se ti presenti a casa mi con quel coso chiamo i carabinieri...

Poi, mentre ero a letto e non riuscivo a prender sonno e tremavo nel sentire parcheggiare le macchine nel piazzale davanti casa, ho pensato: cazzo, gli uomini appena vogliono stabilire un legame profondo con una donna pensano subito a regalarle qualcosa di rotondo, metallico e che s’infila da qualche parte. Però io continuo a preferire gli anelli con brillanti.
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categoria:animali, sesso, avventure
lunedì, dicembre 24, 2007




Solito bar, solite birre.
Sto familiarizzando molto con il countaden di Sant'Antonio (paese disperso nella valle pieno di uomini rudi), amico meno molesto, all'apparenza, del muratore. D'ora in avanti lo chiamerò Alvaro, capirete il perché.

"Mi dici la cosa più trasgressiva che hai fatto?" Mi ha chiesto.
"A Londra ho comprato uno scone, mi sembra si chiami così, è un dolce grassissimo pieno d'uvetta e l'ho foderato completamente di burro al brandy..."
"Non hai capito"
"Vabbé, non ho mai fatto cose molto trasgressive, io sono una tradizionalista... comincia tu..."
"Circa un mese fa la morosa di mio cugino mi ha mandato un mms con la foto della sua gnocca. Era un primo piano bellissimo... io mi sono eccitato e ho detto: "Cugino perdonami!" e sono andato a Casola Canina (altro paesino agricolo vicino a Imola) a trombarmela".
"Cazzo, hai proprio detto a tuo cugino: perdonami?"
"No, no, l'ho detto tra me e me..."
"Che stronzo, con la morosa del cugino..."
"In effetti non è bello, ma io mi sono fatto tre cugine... con una, di primo grado, ho avuto proprio una storia seria, stavamo insieme".
In quel momento mi è venuto un coccolo. Nel mio libro la protagonista ha una storia molto rupestre con suo cugino di primo grado. Ultimamente le cose che ho scritto quattro anni fa si stanno verificando. Manca solo che muoia una certa persona e siamo a posto.
Vabbé. Adiamo avanti.
"Davvero ti sei fatto anche tua cugina di secondo grado?"
"Sì, le ho fatto vedere il pisello quando aveva 13 anni, io ne avevo 15. A lei è rimasto impresso e quando è cresciuta un po' l'abbiamo fatto".
"Cosa intendi per cresciuta un po'?"
"Aveva già la macchina..."
"Ah... E l'altra?"
"L'altra la spiavo mentre faceva la doccia. Abitavamo tutti nella stessa casa in campagna. Solo che a volte mi appostavo e nella doccia ci entrava mia zia. A quel punto, già che c'ero, spiavo anche lei..."
"..."
"Alla fine un giorno sono entrato mentre mia cugina faceva la doccia e l'abbiamo fatto".
Allora, se me l'avesse detto un altro avrei pensato: "Sto qua si è visto tutti i film di Alvaro Vitali e mi sta raccontando delle gran ciozze. Il countaden è però veramente molto carino, alto, bel fisico, biondo, occhi azzurri, e mi sa che ste robe le ha combinate davvero. E poi la campagna è grande, i chilometri per arrivare al primo centro abitato sono tanti, magari uno risparmia benzina facendo sesso con ciò che ha a portata di mano. Una cugina per esempio.
"E poi per un periodo mi sono fatto pagare..."
"Ma va'..."
"Sì, andavo con una grossa come te, lei mi faceva le ricariche del telefono di 50 euro alla volta per convincermi a tornare... a me mica faceva schifo chiavarla, ma le facevo credere di fare un sacrificio così mi ricaricava il telefono..."
"Che stronzo!"
"Ma no, a lei non costava mica nulla, si trombava uno dell'omnitel che le faceva le ricariche gratis a lei... E tu, qual è la cosa più trasgressiva che hai fatto?"
"Una volta ho tenuto accesa la luce..."
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venerdì, novembre 30, 2007
Visto che ormai ho iniziato il racconto lo devo finire, per amore della verità.
Anche se mi prenderò dei nomi dalle vere donne con i coglioni che mi leggono.
Io non ho le palle, sono solo un povero clitoride in cerca d’affetto.
Allora, il giorno dopo la litigata con Dildo ho molto rimuginato.
Ero incazzata come donna, profondamente.
Non con Dildo, poveretto, ma con l’ingiustizia del mondo.
Insomma, per una volta che voglio solo quello, sesso ben fatto, che non rompo le scatole, vengo accusata di volere un legame?
Perché? Perché c’è questa doppia morale? Perché non posso chiamare uno e scoparci quando mi pare? Perché sti qua s’intrippano sempre?
In questo momento ho altre due “storie” (parola grossissima secondo i miei canoni). Ognuna mi dà qualcosa di diverso. Con uno sto giocando una partita a scacchi mentale, l’eccitazione viene da lì, mi diverte metterlo in scacco, dargli la certezza che sta vincendo (che cosa ci sia in palio non l’abbiamo capito nessuno dei due) e poi vincere io (sono quasi certa che lui pensa la stessa cosa di me).
L'altro mi piace perché è molto bello e quindi, per una che esteticamente è così così, è gratificante solo toccarlo. Poi è giovane e tutto sembra nuovo.
Bene, non so assolutamente perché in questo momento ho bisogno di tutto ciò, per la prima volta in vita mia vivo il presente, non riesco a programmare quasi nulla, già arrivare con la mente al giorno dopo è troppo. E poi mi piace davvero stare con questi tre. Mi danno sensazioni belle. Diverse, ma belle. Tutti e tre. Anche se non li amo.
Torniamo a Dildo. Durante la giornata ho pensato: “Forse ho sbagliato a incaz-zarmi così tanto. In fondo, lui era stanco, ubriaco e, dalla telefonata che mi ha fatto, si capiva proprio che gli dispiaceva non venire”.
Altra parte di me: “Sì ma alla fine mi deve rispettare, non mi devi tirare il pacco all’ultimo”
Altra me: “Sì, ma non ci eravamo dati una punta, l’avevo chiamato alle 23.30, anche io ero fuori... insomma in quanto a scarso preavviso pure io... e poi si alza alle 6.30 di mattina, mica come me...”
Altra Cate: “Sì, ma se uno dice di venire, ti rassicura che verrà, deve venire...”
Poi mi sono detta: “Ma io che cazzo voglio da sto qui?”
“Sesso, mi piace un casino come lo facciamo e so che piace molto anche a lui e so che è raro trovare persone con cui ci si trova da subito così bene...”
“Bene, ma se vuoi solo quello che te ne frega se ti ha tirato un pacco?”
Alle 22 di mercoledì Dildo mi telefona. Avevo cancellato il numero, ma ho riconosciuto le cifre.
“Posso venire da te?”
Ci penso. Poi mi viene in mente una frase della marchesa de Merteuil ne Le relazioni pericolose: “L’orgoglio è il primo nemico della felicità” (è una gran cazzata, ma a volte è vera). E ho pensato: “Ma a me che me frega se mi ha tirato il pacco? Mica me lo devo sposare!”. E vabbé, da donna fragile in preda agli ormoni, ho detto: “Vieni”.
Ne è seguita una notte di sesso pazzesca, dove il tipo si è impegnato un casino, sembrava un condannato a morte con l’ultima della sua vita donna davanti. Credo fosse il suo modo di farsi perdonare.
Alla fine, stanchissimo, mi ha detto: “E tu rinunceresti a tutto questo solo perché ieri sera ero troppo sbronzo per venire?”
Ci ho pensato. “In effetti... no”
E lui: “Ma lo sai che non voglio un legame? Lo sai?”
Ancora con sta storia! Stavo per perdere la pazienza, stavo per fargli la mia filippica sul fatto che nemmeno io lo volevo, che doveva guardare i fatti, cosa stavo facendo effettivamente per creare un rapporto con una progettualità con lui, di considerare il fatto che frequento altre persone, che sono una donna economicamente indipendente e sufficientemente realizzata per non desiderare un rapporto di coppia per sentirmi completa, ecc..., stavo anche per scomodare il concetto di transfert (non è che sei tu che vuoi un legame e stai proiettando su di me questo tuo desiderio?) ma poi mi sono detta: “Ma a me che cazzo me ne frega di convincerlo? l’importante è che non si spaventi e che, quando ne ho voglia, mi scopi ”.
Quindi gli ho risposto: “Sì, lo so che non vuoi un legame e a me, ti giuro, sta bene. Di più non so proprio che dirti per convincerti”.
Lui: “Ma lo sai che tutto questo prima o poi finirà?”.
Che scoperta incredibile. Sono quasi rabbrividita.
“Quando finirà, finirà. Tutto finisce prima o poi. Per fortuna”.
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categoria:animali, sesso, avventure
mercoledì, novembre 28, 2007


Allora, io in questo periodo mi sto divertendo parecchio.
Con gli uomini, intendo.
Ma mi stanno anche rompendo un casino le scatole. Perché s’intrippano sul niente. Vi faccio un esempio. Ieri sera ho chiamato Dildo (quello con cui trombo ma con il quale non andrei a bere nemmeno un caffè, come diceva Oscar Wilde “Il sesso va bene, ma niente intimità”), volevo divertirmi un po’.
Lo vedo ogni tanto, in genere è lui che chiama, ci divertiamo e poi chi si è visto si è visto.
Non voglio sapere il suo cognome, non voglio sapere nulla di lui, non me ne frega niente del suo lavoro (a parte una cosa che ho notato: sembra che lavori solo lui...). Sa che ho altre storie perché me l’ha chiesto, io invece non voglio nemmeno sapere se ha una sorella, tanto meno se ha una ragazza (anche se mi sembra di aver capito che è single peso e intenzionato a rimanerci).
Bene, fino a ieri sera mi sembrava la storia migliore di questo periodo. Il sesso più eccitante che ho mai fatto, poche seghe mentali, poche ferite dal passato da ricucire, poche conferme da dare, perché gli uomini over 40 sono proprio delle fighe di legno con un sacco di cicatrici (come se avessero sofferto solo loro...) spesso hanno bisogno di esser rassicurati, di nuovo corteggiati... anche quando si è già scopato 2 mila volte e le cose sarebbero tanto ma tanto più semplici. Tuttavia, come cantava Ligabue: “C’è sempre una parte da recitare anche se si farebbe molto prima se lei tornasse vestita soltanto del bicchiere”.
Io a volte ci provo a recitare, ma non mi viene proprio.
Ieri sera ci ho provato per esempio. E ho cannato.
Chiamo Dildo: “Che fai stasera?”
“Sono al bar con amici, te li passo...”
“No, non voglio conoscere i tuoi...”
Niente da fare, mi passa uno dei suoi amici.
“Ciao, c’è qua il tuo moroso che mi ha detto che devo parlare con te...”
Io: “Non è il mio moroso”
Sentendo che il tipo era udibilmente ubriaco rispondo: “E’ solo un gran pisello”.
Lui: “Hei maremmano! qua la tua donna dice che hai un gran pisello”.
Io: “Non sono la sua donna”
Segue una chiacchierata senza senso alla quale rispondo a monosillabi.
Dildo poi riprende il telefono.
“Senti - gli dico - se dovevo parlare con un ubriaco andavo al Pita (uno dei bar dove vado spesso) e facevo prima”.
“Non dire queste cose”.
Poi mi passa un altro amico. Pure lui farneticante.
Io sto per mettere giù poi penso, “dai sforzati un attimo, è per una buona causa”.
Dopo aver parlato un po’ con quello mi passano pure il barista cinese. Dico al cinese: “Ma tu stai con loro perché non capisci l’italiano, vero?”
Il cinese non capiva nemmeno il mio di italiano.
Stremata, metto giù.
Dildo mi richiama dopo due secondi: “Perché hai messo giù?”
Io: “Senti se volevo parlare con un extracomunitario e due ubriachi andavo al bar di cui sopra”.
Dildo mi passa un altro suo amico. “E’ come un fratello per me, ci tengo che tu lo conosca”.
Bene, sto qua voleva pure parlare, provo a essere gentile, ma insomma, che cazzo dici a uno che non conosci? Alla fine decido di spiazzarlo: “Lo sai caro amico di Dildo (ovviamente non ho usato questo nome) che hai una voce molto sexy?”
Lui si mette a urlare: “Ehi! La tua donna ha detto che ho una voce sexy”
Casualmente la cornetta torna in mano a Dildo.
Lui: “Io ho quasi finito qui, vengo a casa tua?”
Io (alleluia): “Va bene”
Lui: “Ok, vado a casa e mangio e arrivo”.
Io: “Ma è quasi mezzanotte, sei sicuro di farcela?”
Lui: “Sì, sì...”
Nel frattempo mi chiama una mia amica, era in crisi, aveva bisogno di parlare. “Cate, ci vediamo?”
Io le dico che ho una punta ma, presa dai sensi di colpa, chiamo Dildo: “Senti e se uscissi con la mia amica? Non sta bene”.
Lui: “Ma dai vediamoci, magari vengo solo per parlare, anche se c’è la tua amica va bene...”
Io: “Guarda che dobbiamo parlare davvero, non fare una cosa a tre”.
Lui: “Ma per chi mi hai preso?”
La faccio breve: la mia amica preferisce lasciarci soli e lui mi tira il pacco. Verso mezzanotte e mezza mi ha chiamata per dirmi che non veniva. Mi sono incaz-zata non tanto per la serata sfumata (vabbé, chiamiamola “serata”) ma perché per aspettare lui non ero stata disponibile con la mia amica.
“Non ho detto che venivo!”, ripeteva lui. Spero ubriaco.
“E poi sei stata scortese con i miei amici! Hai dato loro degli ubriachi!”
Io: “Ma lo erano!”
Lui: “Sì ma non si dà dell’ubriaco a una persona che non si conosce, lui ci è rimasto malissimo!”
Io: “Ma era la verità!”
Lui: “Senti io non presento i miei amici mica a tutti, cioè ci tenevo e tu sei stata una tale stronza”
Poi passiamo a discutere del pacco. Gli ho spiegato le mie ragioni: “Senti io non sono incazzata con te perché non sei venuto, ma potevi dirmelo molto prima, mi sento una merda nei confronti della mia amica”.
Lui: “Non mi mettere il cappio al collo”.
Io: “Non ti sto mettendo il cappio al collo, ti sto solo dicendo che dovevi essere più corretto, ma fa lo stesso, insomma, è una cazzata, dai, sei stanco, buona notte.”.
Lui, che s’incazzava sempre più: “Senti, lo sai che se dessi retta agli ormoni verrei lì, ma non posso, perché alla fine sai come va a finire, non riesco a non darti una smanazzata (adoro quando parla così, è talmente virile... ndr) e io domani devo andare a lavorare alle 6.30”.
Io (che tentavo di calmarlo): “Va bene, ho capito, infatti sono solo incazzata perché non me l’hai detto prima... ma in fondo è una cosa stupida”
Lui: “Ma cosa vuoi da me? Lo sai che non voglio un legame...”
Non capivo cosa c’entrasse la storia del legame: “Nemmeno io! Mi spaventerei se lo volessi perché io non voglio assolutamente stare con te... è il bello del nostro rapporto! Vogliamo la stessa cosa!”
Lui: “Sì, ma allora perché mi vuoi legare?”
E mi butta giù il telefono.
Non capivo. Cioè se lui mi chiama tre volte alla settimana per scopare va bene, non vuole un legame ed è solo sesso, lo chiamo una volta io e, secondo lui, voglio un rapporto. Ma allora i retaggi atavici ce li hanno anche gli uomini. Ma allora sono loro che non sono abituati a donne che sanno esattamente quello che vogliono e da chi. Che devono comunque pensare che tu qualcosa da loro la vuoi, altrimenti si sentono usati. Oppure inadeguati. Oppure non si fidano, pensano che tiri a fregarli, perché alla fine sei una donna, perché alla fine DEVI VOLERE qualcosa di più. Altrimenti è contro natura.
Pochi minuti dopo mi arriva un messaggio: “Hai il potere di farmi andare il bestia. Stasera hai calpestato delle cose molto importanti per me”.
Ma questi, mi sono chiesta, a che cazzo di donne sono abituati? A una che si sente onorata perché parla con tre balordi da bar (ci riesco benissimo da sola, è la mia specialità) o perché le mandi duecento messaggi al giorno con scritto tutto quello che le vorresti combinare? Ma per favore!
Rispondo: “Ci stiamo incasinando troppo. Mi spiace. Volevo solo il tuo pisello e, non so perché, ti ho fatto incazzare come una bestia. A me, invece, piace far star bene le persone. Dopo questo messaggio cancello il tuo numero di cellulare”.
Mi richiama subito. “Senti se tu vuoi cancellare il mio numero di cellulare fai pure, ma sappi che non è una cosa che mi fa piacere. Non ti ho fatto nulla, che colpa ne ho se sono stanco?”
Ero stremata: “Infatti, dai, stai tranquillo...”
Lui: “A me piace un casino scoparti, ok? Ma sono stanco”
Io: “Ho capito, basta”. Mi ha tenuta al tel fino a che l’ho rassicurato che non cancellavo il suo numero. Promessa ovviamente NON mantenuta.
Che palle.
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categoria:animali, sesso
lunedì, giugno 18, 2007



Oggi ho letto un articolo di Marco Giovannini su Panorama che recensiva l'autobiografia di Ron Jeremy, il mio pornoattore preferito (a dire il vero ho visto solo un suo film, non amo molto i film porno, mi fanno venir sonno) ma Ron mi è sempre stato simpatico, perché è un cesso disumano ma tromba come un riccio e non si vergogna di far vedere la sua bruttezza e, soprattutto, la sua grassezza.
A dire il vero credo che Ron Jeremy (che interpretava Maradona in "Moana e Cicciolina Mondiali") sia figlio della cultura machista del cinema porno, dove le donne devono essere bellissime, siliconatissime e bionde (Pamela Anderson ha avuto sucesso perché è stata la prima a sdoganare il look da pornodiva senza esserlo, almeno ufficialmente) e gli uomini invece possono essere un po' più trasandati, anzi, più cessi sono e più piacciono all'uomo medio con la birrozza in mano che si spugnetta davanti al video. Brutti ma con dei gran piselli sempre in tiro che trombano come ricci donne bellissime che mai, e poi mai, avranno nella loro vita. Nonostante ciò a me Ron sta simpatico.
Giovannini ci fa sapere che il libro comincia così ”A papà Arnold e mamma Sylvia, per avere cresciuto tre figli che non hanno mai toccato una droga, mai fumato una sigaretta, bevuto pochissimo, e si sono tutti laureati al college». La dedica della sua autobiografia (celebrata dall’inserto libri del New York Times) fa pensare a quella di un maestro di scuola o di un pianista, se non arrivasse l’incipit folgorante. «È quasi mezzogiorno e ho già fatto l’amore con 14 donne».
Jeremy ci fa sapere che ha studiato Stanislavskij e Brech, ma che una volta, mentre era negli scout e si stava allacciando le scarpe, ha scoperto di avere una particolarità dannunziana: riuscire a farsi i pompini da solo. Il padre, ebreo osservante, di quelli con i boccoloni al posto delle basette, l'ha subito rassicurato: prima o poi te lo faranno le ragazze. Ma Jeremy ne ha fatto un piccolo cult dei suoi film, fino a che la pancia non gli è cresciuta (e hai voglia a cavar via costole... come dice la leggenda).
Ma di tutte le notizie che l'articolo dà, una mi ha sconvolta: il Phallogical museum di Reykjavik, Islanda, che ha sulle pareti esemplari di peni di balena, trichechi, renne e puzzole, gli ha chiesto se, a giochi finiti, gliel’avrebbe donato. «Sono americano» ha risposto lui. «Rimarrà nella terra della mia patria, insieme al resto del mio corpo».
Eddai Ron, che il tuo pisello mummificato finiva pure nella città con il nome giusto... Dentro Moana sì e a Reikykjavik no... mica giusto.
postato da: Cate alle ore 18:21 | Permalink | commenti (6)
categoria:sesso
venerdì, giugno 08, 2007



Io e alcune mie amiche facciamo spesso un gioco... guardiamo una puntata di Sex and the city e proviamo a “rigirarla” versione campagnola... insomma, scriviamo senza nemmeno saperlo la sceneggiatura de “Il sesso e la campagna”.
Per esempio in una delle prime puntate, quella in cui Miranda si lamenta perché è uscito con un “modellaro” senza saperlo, alla domanda “Perché gli uomini escono con le modelle?” noi abbiamo costruito un: “Perché gli uomini preferiscono le pecore?”. Pecore sia in senso metaforico che letterale, insomma, zoofilia pura.
Bene, l’altra sera non c’è stato bisogno di fare questo gioco.
Eravamo tutte pronte per la serata sex and the city che in genere funziona così, metto su il dvd (ho il cofanetto rosa completo... il miglior regalo di Natale che mi sia mai fatta) e poi prendo dell’alcol (ci ho provato a fare il Cosmopolitan ma ho visto che la vodka da sola funziona lo stesso e poi con il succo di mirtillo che vendono da noi non viene quel bel rosa shocking ma una vinaccia simil Tavernello di ultima) poi si cominciano a sparare cazzate. Se Carrie dice una frase tipo: “Abito all’angolo tra la 43esima e la 42esima” la zia Gio ribatte: “Abito a Sasso Morelli, a due passi dal centro sociale Ca’ Tarozzi”.
Bene, l’altra sera le mie amiche mi fanno: “Abbiamo da raccontarti una cosa tipo sex and the city ma tu non dirla a nessuno...”
“Posso scriverla nel blog?”
“Sì, nel blog va bene”
Allora dovete sapere che la mia amica zia Giò è fantastica ma ha un gusto per gli uomini che non condivido. Se sono un po’ agée lei preferisce (va bene: le piacciono i musicisti alla fine di una carriera che non hanno mai avuto, alcolizzati, drogati e soprattutto... VECCHI). E’ l’unica che preferisce Mr Big nell’ultima serie.
Il fatto è che, come spiega lei, “si sente Lolita dentro”. Peccato che abbia 29 anni e non 12 e quindi man mano la zia Gio cresce più l’Umbert Umbert di turno diventa vecchio.
Bene, l’ultimo bell’esemplare della lista è un grafico-regista (fanno tutti sti lavori strani, grafico-barista, fotografo-postino, bassista-commesso all’ortofrutta...), questo non è vecchio (credo si piazzi sui 43) e a detta della zia mooolto affascinante (ok, ha i pantaloni e respira... zia se mi leggi lo sai che ti voglio bene...).
Cosa ha fatto questo circa 2 anni fa? L’ha ripresa mentre faceva un pompino. Una cosa artistica diceva lui, rigorosamente in bianco e nero. Per dare un tocco decò alla cosa le ha fatto indossare un anello bicolore bianco e nero, in stile pop art.
Dopo la videoripresa i due si frequentano per un po’ poi la storia svapora come capita spesso.
Bene, circa due anni dopo un’amica della zia Giò comincia a frequentare un tipo “interessante”, non si sa bene che lavoro faccia, è un artista (ha i capelli lunghi e beve, in certi ambienti di Bologna questo basta e avanza) mooolto affascinante.
Una sera tanto per scaldare l’atmosfera l’artista fa vedere alla nuova amica una sua video produzione artistica. Prima c’è lui che si autosodomizza con un fallo, poi c’è una non nota mano che fa una sega all’artista, infine c’è la zia Giò nel suo magistrale pompino.
La giovane raggela.
“Ma è la Giò!”
E lui (che sapeva che si conoscevano): “Volevo vedere se la riconoscevi... ha la frangetta!”
postato da: Cate alle ore 16:23 | Permalink | commenti (23)
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